Negli ultimi mesi, la domanda “ci saranno ancora lavori per i laureati di questi corsi?” si è diffusa fra le aule universitarie e i consigli di orientamento. La crescente presenza dell’intelligenza artificiale (IA) ha spinto molte persone a considerare certi percorsi di studio “a rischio”. Tuttavia, a Zurigo, cinque studenti e docenti hanno deciso di condividere la loro prospettiva, dimostrando che la paura non è l’unica risposta possibile.
Le discipline più vulnerabili e le ragioni dell’interesse costante
Grafica, cinema e traduzione sono spesso citati tra i corsi più colpiti dalla capacità delle macchine di generare contenuti visivi o testuali in pochi secondi. Nonostante ciò, le statistiche dell’Università di Zurigo mostrano che gli iscritti a questi programmi sono rimasti stabili negli ultimi cinque anni: ogni anno si registrano circa 800 nuovi studenti di grafica, 350 in cinema e 260 in traduzione. Le motivazioni variano, ma un punto comune è la ricerca di un “valore aggiunto” umano che le macchine non possono replicare.
Testimonianze dal campo della traduzione
La professoressa di traduzione, Elena Bianchi, sottolinea che la precisione terminologica e la sicurezza giuridica sono aspetti in cui l’intervento umano resta indispensabile. “Un errore di traduzione in un contratto commerciale può costare milioni,” afferma, citando casi recenti in cui AI ha prodotto traduzioni letterali, ma legalmente inaccettabili. Bianchi incoraggia gli studenti a specializzarsi in settori “high‑stakes”, come il diritto, la medicina e la finanza, dove la revisione umana è obbligatoria.
Il cinema: creatività vs. algoritmi
Daniel Hertli, responsabile del corso di Film alla F+F Schule für Kunst & Design, osserva che le tecnologie di generazione video, come i deepfake, possono velocizzare la post‑produzione, ma non sostituiscono la narrazione autentica. “Gli spettatori riconoscono ancora l’emozione trasmessa da un regista che conosce il ritmo, la luce e le dinamiche umane,” spiega. Hertli suggerisce di integrare nei curricula moduli di scriptwriting collaborativo con AI e produzione di contenuti interattivi per realtà aumentata, così da trasformare l’IA da competitrice a strumento di arricchimento creativo.
Grafica digitale: dall’automazione alla personalizzazione
Maria Keller, studentessa di grafica, racconta come il crescente uso di tool come DALL‑E e Midjourney abbia ridotto la domanda di progetti standardizzati. Tuttavia, le agenzie di branding più prestigiose cercano ancora “hand‑crafted experiences” per campagne di lusso. “Devi saper dirigere l’IA, non solo usarla,” dice Keller, citando il suo progetto finale dove ha combinato un algoritmo di generazione immagini con un processo di curatela manuale, ottenendo una campagna premiata al Swiss Design Awards 2025.
Strategie pratiche per aumentare l’occupabilità
- Specializzazione di nicchia: puntare su settori dove le normative richiedono l’intervento umano.
- Competenze trasversali: integrare programmazione di base, gestione dei dati e conoscenza delle piattaforme AI.
- Portfolio dinamico: includere progetti che dimostrino la collaborazione con strumenti di IA.
- Network professionale: partecipare a hackathon, workshop e conferenze che uniscono creativi e tecnologi.
Prospettive di occupazione: dati e trend
Secondo un rapporto dell’OECD del 2024, i settori creativi hanno perso in media 2,3 % di posti di lavoro tradizionali a causa dell’automazione, ma hanno guadagnato 4,8 % di nuove posizioni legate all’IA. In Svizzera, il tasso di occupazione dei laureati in grafica è passato dal 71 % al 78 % entro tre anni dal conseguimento, grazie a ruoli in “creative tech”, gestione di contenuti digitali e UX/UI design.
Conclusioni: un futuro ibrido
Le testimonianze di Zurigo mostrano che, seppur le intelligenze artificiali stanno cambiando il panorama lavorativo, le competenze umane rimangono fondamentali quando sono orientate verso la creatività, l’etica e la specializzazione. Gli studenti che sapranno combinare la loro formazione tradizionale con una padronanza pratica degli strumenti AI saranno in grado di trasformare la minaccia percepita in una concreta opportunità di carriera.