Contesto e dichiarazioni pubbliche

Durante una tavola rotonda tenutasi a Redmond lo scorso giovedì 19 settembre 2026, il responsabile della divisione Microsoft AI, Jared Spataro, ha espresso un forte dissenso nei confronti della proposta avanzata da Anthropic secondo cui i suoi modelli linguistici avrebbero dovuto essere tutelati da diritti legali analoghi a quelli delle persone fisiche.

Spataro ha affermato che “attribuire diritti giuridici a un algoritmo è una distorsione del concetto di responsabilità e potrebbe minare la capacità delle imprese di innovare in modo responsabile”. La dichiarazione è stata trasmessa in diretta su Microsoft Teams e ha suscitato immediata attenzione da parte di media, accademici e legislatori.

Le ragioni della critica di Microsoft

Secondo Spataro, la posizione di Anthropic presenta tre problemi fondamentali:

Spataro ha inoltre sottolineato che Microsoft sta investendo oltre 10 miliardi di dollari nello sviluppo di sistemi AI responsabili, ma tali investimenti si basano su principi di trasparenza e responsabilità umana, non su riconoscimenti di “diritti” a entità non senzienti.

Impatti legali e etici della proposta di Anthropic

Anthropic ha presentato un documento di policy nella primavera del 2026, chiedendo che i suoi modelli, tra cui Claude 3, fossero considerati “soggetti di tutela” per prevenire abusi, manipolazioni e usi non etici. Il documento proponeva:

Queste misure avrebbero introdotto nuove categorie di responsabilità legale, richiedendo tribunali specializzati e potenzialmente rallentando l’adozione rapida delle tecnologie AI.

Reazioni di Anthropic

Il fondatore di Anthropic, Dario Amodei, ha risposto alle critiche di Microsoft con un comunicato stampa, affermando che “la proposta non intende attribuire diritti umani, ma garantire una protezione minima contro l’uso improprio delle nostre tecnologie”.

Amodei ha inoltre citato precedenti legali, come il caso “United States v. Google” del 2024, dove le autorità hanno riconosciuto la necessità di regole specifiche per le piattaforme di AI, suggerendo che la discussione sui “diritti” dei modelli è ancora agli albori.

Posizione della comunità accademica

Professori di diritto e filosofia dell’IA, come la prof.ssa Lucia Bianchi dell’Università di Bologna, hanno pubblicato un articolo su Journal of AI Ethics in cui descrivono la proposta di Anthropic come “un esperimento concettuale interessante, ma prematuro”. Bianchi elenca quattro criteri per valutare la fattibilità di attribuire diritti a sistemi non biologici:

    • Capacità di esperire sensazioni o sofferenza.
    • Possesso di una forma di autocoscienza.
    • Autonomia decisionale rilevante.
    • Riconoscimento sociale e legale ampio.

Secondo la prof.ssa, i modelli AI attuali soddisfano solo in parte il punto 4, e lo fanno grazie a percezioni di utilità pubblica, non a un diritto intrinseco.

Implicazioni per il mercato

Analisti di Gartner hanno aggiornato le loro previsioni di crescita del mercato AI, riducendo la stima del 2027 del 3,2% a causa di potenziali ostacoli normativi derivanti da proposte come quella di Anthropic.

Le aziende che collaborano strettamente con Anthropic, tra cui Spotify e Snapchat, hanno dichiarato di monitorare attentamente l’evoluzione della discussione legislativa per valutare l’impatto sui loro contratti di licenza.

Strategia di Microsoft per un AI responsabile

Microsoft ha pubblicato una roadmap intitolata “AI for Good – 2026‑2030”, che prevede: