Gli espositori digitali e una transizione in corso

Tra le novità che sembrano rivoluzionare il commercio al dettaglio ci sono le etichette elettroniche (Electronic Shelf Labels o ESL) e quelle digitali (Digital Shelf Labels o DSL). Al contrario delle cartelle tradizionali utilizzate per mostrare i prezzi, queste sono dispositivi che utilizzano la tecnologia a inchiostro elettronico. Le loro informazioni possono essere aggiornate in tempo reale da un server centrato su tecnologie Wi-Fi o Bluetooth.

Walmart, una delle catene di supermercati più grandi del mondo, è uno degli attori più attivi nel settore. Ha come obiettivo per il 2026 la completa sostituzione delle etichette tradizionali con quelle digitali, tanto che la sua implementazione si avvia a coprire ogni punto vendita negli Stati Uniti.

Perché Walmart sta facendo questo

Secondo la compagnia il cambiamento permetterà di ridurre i costi operativi. Questo non si traduce però in vantaggi diretti per i consumatori, ma per il personale negli scaffali — gli aggiornamenti delle etichette digitali richiedono un intervento minimo, a differenza delle modifiche manuali che richiedevano tempo considerevole.

Un esempio proviene da Amanda Bailey, che gestisce una squadra nel quartiere Walmart di West Chester, Ohio. Ha stimato che il tempo necessario per modificare i prezzi nei prodotti è diminuito del 75%. Questo risparmio permette al personale di dedicare più tempo ai clienti o ad altre attività importanti dentro la catena.

I consumatori non sono convinti

Nonostante i benefici riconosciuti da Walmart, una recente indagine condotta da GBAO Strategies mostra che i consumatori non condividono l’ottimismo. Il 65% degli intervistati crede che questa transizione servirà a incrementare i costi a casa loro, e solo un 3% pensa che porterà al ribasso dei prezzi.

La lotta al prezzo dinamico

Sebbene l’idea di etichette digitali possa sembrare un passo tecnologicamente avanzato, essa apre la strada al fenomeno di “prezzi dinamici”. Immaginate che un prodotto possa costare di più in una giornata particolare o in base ai movimenti che i consumatori effettuano nel negozio. Walmart ha brevettato algoritmi in grado di analizzare in tempo reale i dati di un cliente, come le sue scelte passate e la sua geolocalizzazione, per modificare opportunamente il prezzo.

Precipitazione su "surveillance pricing"

Questa pratica, chiamata "surveillance pricing" — o "prezzi di sorveglianza" — è inquietante e controversa. Il meccanismo dietro il sistema è semplice: il negozio monitora ogni transazione, il profilo del cliente, i movimenti in negozio e persino i comportamenti online. Così, i margini di profitto vengono massimizzati, e i consumatori ne sono spesso l’ignari beneficiari.

Nell’indagine citata, il 68% degli intervistati teme che le "etichette di sorveglianza" porteranno a un aumento del carrello medio. Il 58% degli stessi dichiara di evitare qualsiasi negozio che adotti questa strategia. Il 67% auspica una legge severa che bandisca del tutto tale tecnologia.

I dati sull’inflazione negli Stati Uniti

Queste preoccupazioni non si basano solo sull’immaginazione. Secondo CBS News, in aprile gli Stati Uniti hanno registrato un aumento dell'inflazione del 3,8%, mentre i salari hanno registrato un aumento dello 0,6%. Per la prima volta, i salari non riescono a rimanere al passo con l’inflazione, generando una maggiore pressione sugli spazi finanziari delle famiglie americane.

Una situazione paradossale in Spagna

Nel frattempo, in Spagna si assiste a una situazione apparentemente diversa. I salari negoziati in base a accordi collettivi hanno evidenziato un aumento medio del 3,49%. Tuttavia, i dati mostrano che due terzi dei lavoratori non hanno un meccanismo di revisione salariale automatica, e che il costo del cibo è salito del 37% nell’ultimo quinquennio. Con questi dati, lo scenario potrebbe presto somigliare a quello degli Stati Uniti.

Precendenze di prezzi dinamici

L’idea di adattare i prezzi in tempo reale non è del tutto nuova. Diversi settori l’hanno già adottata. Per esempio:

Questi esempi mostrano che la gestione flessibile dei prezzi può assumere forme tanto vantaggiose quanto problematiche.

Solleva la questione del controllo dei dati personali

Man mano che le tecnologie di "surveillance pricing" si diffondono, cresce la richiesta da parte dei consumatori di una maggiore trasparenza. Molti chiedono chi ha accesso ai loro dati e a scopo di cosa vengono utilizzati. Il timore è che tali dati vengano manipolati per massimizzare i profitti a discapito della privacy.

Riflessioni e futuro

La sostituzione delle etichette tradizionali con quelle digitali segna un passo importante verso un commercio più digitale. Tuttavia, essa solleva interrogativi etici e legali. L’utilizzo di algoritmi potenti che influenzano in diretta i prezzi potrebbe non solo alterare i modelli di consumo, ma anche spingere a un ulteriore aumento dei costi vivi.

Solo con una legislazione rigorosa, una maggiore consapevolezza tra i consumatori e controlli appropriati, si potrà bilanciare la crescita tecnologica con i diritti personali e l’equità. Altrimenti, la prospettiva di un supermercato futuro dove i prezzi delle mele sono sempre diversi potrebbe diventare purtroppo una realtà.