Secondo il rapporto annuale di SignalFire sull’evoluzione del reclutamento nel settore tecnologico, le assunzioni in marketing sono scese del 36% negli ultimi anni presso le dodici aziende tecnologiche più grandi. Questi dati, ottenuti da oltre 650 milioni di profili professionali analizzati tramite la piattaforma Beacon AI, rivelano una contrattazione significativa in una funzione tradizionalmente considerata critica per il successo del business.

Gli sviluppatori occupano sempre più spazio nel mercato

Fino al 2019, i programmatori costituivano circa il 46% delle nuove assunzioni nel tecnologico. Oggi, la percentuale è cresciuta al 55%, nonostante le incertezze di settore. Questa differenza è principalmente dovuta alla riduzione dei ruoli collegati al marketing e alla gestione creativa. I lavori legati alla comunicazione, ai progetti, al design e alla coordinazione hanno visto una contrazione significativa, a causa anche dell’automatizzazione generata dall’intelligenza artificiale.

Un esempio chiaro di questa tendenza è rappresentato dal ruolo dei manager, che oggi supervisionano in media dodici ingegneri invece dei dieci del 2019. Nel contesto start-up, i numeri si allontanano fino a quindici programmatori per manager. L’aumento dell’IA sta riducendo l’esigenza di ruoli organizzativi, permettendo all’azienda di ridurre costi ma compromettendo la struttura di supporto del lavoro degli sviluppatori.

Gli impatti sull’architettura grafica e visiva

Una delle funzioni più colpite da questo cambiamento è l’area del design. Dal 2019, le aziende tecnologiche hanno dimezzato gli incarichi per i grafici, con una caduta del 50% delle assunzioni. Tra le startup, la riduzione riguarda il 22%. Inoltre, i dati mostrano che i designer hanno un tasso di turnover più alto rispetto agli sviluppatori: il loro tasso di turnover è del 12,6%, rispetto al 9,2% degli ingegneri.

Le piattaforme basate sull’IA generativa stanno inoltre riducendo l’importanza dell’uso di grafici professionisti. I front-end, un’area che tradizionalmente serviva da collegamento fra il codice sorgente e l’interfaccia, hanno assistito a una flessione del 25%. Il declino è stato tra i più rapidi tra tutte le specializzazioni ingegneristiche.

Scompaiono i posti per i giovani

Un altro segmento particolarmente danneggiato da questa contrazione sono i neolaureati. Negli anni scorsi, le big tech erano la meta preferita dei giovani tecnici. Oggi il numero di posti entry-level è sceso del 65% per le grandi aziende tecnologiche. Per le startup in fase iniziale, l’abbassamento si attesta su un livello ancora più drastico, con una flessione dell’ordine del 76%.

Conseguenza diretta di questa tendenza è il fatto che i laureati in informatica si orientino verso strade diverse: nel 2025, il numero di neolaureati che fondano delle startup è raddoppiato rispetto al 2022. Il loro percorso verso le aziende giganti è però in calo, con una diminuzione del 45%. Nonostante le aziende riescano a risparmiare nel breve periodo, questo taglio potrebbe avere effetti negativi a lungo termine. Tra 10 anni, i talenti che non hanno iniziato la loro carriera in aziende come Google o Amazon potrebbero emergere, guidando le proprie start-up, sostenute da strumenti di IA che hanno permesso loro di superare l’effetto limitante degli algoritmi.