I consigli musicali di Germania, Austria e Svizzera hanno espresso, in un breve ma incisivo statement, la necessità di introdurre “regole chiare per l’intelligenza artificiale che consentano al contempo la libertà artistica e l’attività imprenditoriale”. La proposta è stata pubblicata dopo una clausura tenutasi il 5 e 6 ottobre a Lipsia. Si tratta di una posizione comune dei tre organismi, non di un provvedimento governativo, e non specifica passaggi legislativi concreti, responsabili o scadenze.

Obiettivi principali dei consigli musicali

Il documento si concentra su due richieste fondamentali. In primo luogo, i consigli chiedono una partecipazione adeguata dei titolari dei diritti alla creazione di valore economico derivante dall’uso dell’IA. In secondo luogo, insistono su procedure eque, trasparenti e attuabili nella gestione dei diritti e nella loro protezione, sia a livello nazionale che europeo. La questione centrale è come garantire che la partecipazione e le procedure siano realmente giuste e verificabili.

Regole comuni per lo streaming: un primo passo verso più equità

Un elemento chiave citato dai consigli è l’introduzione delle prime regole condivise di remunerazione per lo streaming musicale in Germania. Secondo PRO MUSIK, tali norme sono entrate in vigore il 10 settembre 2026, negoziate con il Verband unabhängiger Musikunternehmer*innen (VUT). Le regole avranno validità per due anni e non avranno effetto retroattivo.

Le disposizioni includono minimi vincolanti di compensazione e, per la prima volta, una quota di profitto destinata ai cosiddetti “Non‑Featured Artists”. PRO MUSIK descrive il meccanismo come una base per distribuire i proventi dello streaming tra distributori indipendenti, case discografiche, produttori e musicisti.

Ambito limitato del nuovo strumento

Le regole hanno uno scopo preciso: intervenire su una parte delimitata del mercato digitale musicale, non sull’intero settore. Per questo motivo, al momento resta incerto come le disposizioni influenzeranno i redditi e la ripartizione effettiva dei guadagni.

Quali soggetti sono coperti dal nuovo regolamento?

Il VUT specifica che le regole si applicano direttamente a:

Le categorie escluse includono:

Due livelli di azione: streaming vs intelligenza artificiale

Il documento evidenzia la coesistenza di due scenari distinti. Da una parte, lo streaming dispone ora di uno strumento settoriale a tempo limitato, con una definizione chiara del campo di applicazione. Dall’altra, per l’uso dell’intelligenza artificiale i consigli chiedono un quadro normativo più ampio, capace di coprire le diverse fasi della creazione e distribuzione musicale e di integrarsi con le regole già esistenti.

Le richieste concrete per l’IA

Le richieste dei consigli per l’intelligenza artificiale includono:

Conclusioni e prospettive future

Il documento dei consigli musicali rappresenta un importante punto di partenza per il dibattito su come l’intelligenza artificiale possa coesistere con la creatività umana nel settore musicale. Mentre le recenti regole di streaming mostrano un primo esempio di collaborazione tra associazioni di diritto d’autore e operatori di mercato, la questione dell’IA richiede un approccio più ampio e strutturato. Sarà fondamentale monitorare l’evoluzione delle proposte legislative a livello europeo e verificare come le diverse parti interessate – creatori, editori, piattaforme digitali e consumatori – possano trovare un equilibrio sostenibile.

Fonti:

Nota di trasparenza: Questo articolo e le eventuali immagini associate possono essere stati creati o modificati anche con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.