Google si trova al centro di un dibattito acceso in Europa, dove la Commissione sta valutando di infliggere una multa record ai sensi della Legge sui Mercati Digitali. Secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt, il caso ha raggiunto la sua fase finale e potrebbe essere risolto prima dell’estate. Se confermato, l’importo potrebbe raggiungere diverse centinaia di milioni di euro, ma si terrà conto del potenziale risentimento da parte di Donald Trump.
Pratiche anticoncorrenziali nell’algoritmo dei motori di ricerca
La Commissione accusa Google di favorire i propri servizi nei risultati di ricerca, al costo dei concorrenti. Secondo la Legge sui Mercati Digitali, le piattaforme dominanti devono permettere una reale concorrenza, evitando di sfruttare la propria posizione per promuovere i propri prodotti.
Esempi concreti del comportamento abusivo
Un esempio evidenziato dagli inquirenti è stato l’utilizzo della funzione “Voli”. Quando gli utenti cercavano informazioni sui voli, Google evidenziava in prima posizione i risultati del proprio confrontatore, con un layout che rendeva i concorrenti quasi invisibili. Di fronte alle pressioni dei regolatori, Google ha modificato tale pratica, includendo ora i competitor nelle posizioni rilevanti.
Le nuove lamentele riguardano l’IA
Nonostante alcuni cambiamenti a favore dei concorrenti, la Commissione non è soddisfatta. La disputa ora riguarda i “resumé con IA” che appaiono in cima ai risultati di ricerca. Gli inquirenti sostengono che Google si serva della propria posizione dominante per promuovere i proprio strumenti di intelligenza artificiale, limitando la concorrenza e togliendo agli utenti opzioni alternative.
Bruselas teme una risposta da Washington
La questione della multa ha scatenato tensioni anche all’interno della Commissione Europea. Alcuni membri esprimono dubbi sull’efficacia delle multe ai danni delle tecnologiche statunitensi, citando tra i rischi una risposta spropositata da parte di Washington.
Rischi per von der Leyen
Donald Trump ha più volte espresso la sua idea di considerare una multa ad aziende statunitensi come un dazio illegale. Tra le sue dichiarazioni, c’è chiaramente una minaccia di ritorsioni commerciali verso l’UE.
Precedenti e nuovi procedimenti aperti
Se confermata, questa sarebbe la terza multa emessa ai sensi della DMCA. Nel 2025, Bruxelles aveva infatti sancito Apple con 500 milioni di euro e Meta con 200 milioni per gravi违章. A questa inchiesta se ne aggiungono due altre aperte contro Google.
- Una indaga sul presunto comportamento anticoncorrenziale per penalizzare i media che includono pubblicità proprie nei propri articoli.
- L’altra accusa l’azienda di impedire agli sviluppatori di applicazioni di informare gli utenti su alternative alla Google Play Store.
La svolta verso l’intelligenza artificiale
Le tensioni con i regolatori avvengono in parallelo con un rinnovamento fondamentale nella strategia di Google. Alcune settimane fa, l’azienda ha annunciato piani ambiziosi per trasformare il motore di ricerca in un assistente personale, alimentato da IA. L’obiettivo è che il servizio eviti di fornire solo una lista di link.
La resistenza dei regolatori
Sebbene Google presenti questa evoluzione come innovativa, essa non è ben vista né dagli sviluppatori né da chi ha espresso in precedenza critiche sulla crescente utilizzazione dell’intelligenza artificiale nei risultati. Gli esperti temono che una maggiore integrazione dell’AI possa ridurre ulteriormente la trasparenza e l’autonomia degli utenti.