Quando giganti tecnologici come Google tengono le loro conferenze annuali per sviluppatori, è generalmente l’occasione in cui mostrano a tutti come potrebbe apparire il futuro. Quest’anno, durante la Google I/O 2026, per fotografi e creativi c’è stato qualcosa davvero stimolante da osservare: Google Pics, un nuovo strumento di modifica delle immagini supportato dall’intelligenza artificiale, che promette di risolvere finalmente uno dei maggiori problemi nella creazione di immagini basate sull'intelligenza artificiale.
L’obiettivo di Google Pics è di permettere di selezionare e modificare singoli elementi all’interno di un'immagine generata o caricata, senza doverla rigenerare completamente. Con questo strumento, è possibile spostare oggetti, cambiarne le dimensioni o persino sostituirli interamente (ad esempio, trasformando un pullover rosso in uno blu o una gattina in un cucciolo di cane). Anche il testo può essere modificato o tradotto direttamente all'interno dell'immagine, mantenendo la stessa tipografia e progettazione.
Google Pics si basa sul proprio modello internamente sviluppato Nano-Banana. L'idea di rendere il processo di modifica delle immagini guidato dall’intelligenza artificiale più controllabile e prevedibile sembra essere una soluzione promettente. L'accesso sarà dapprima limitato a un gruppo di tester selezionati, per poi diventare disponibile per gli abbonati ai piani Google AI Pro e Ultra nel corso dell'estate 2026, e infine estendersi agli utenti del programma Google Workspace. Questo strumento potrebbe integrarsi in futuro direttamente con Google Slides e Google Drive.
Mentre Google cerca di migliorare la qualità fotografica attraverso la tecnologia, in Thailandia ci sono state recentemente situazioni molto preoccupanti legate ai cosiddetti "selfie con il tigre". Un video che è andato viralmente virale mostra un turista americano che paga circa 200 dollari per ottenere un selfie con un tigre sulla sua spalle. La scena è disturbante, con un uomo visibilmente spaventato seduto su uno spazio ristretto, mentre gli addetti conducono il grande felino verso di lui. Gli operatori stessi sembrano nervosi, mantenendo il tigre sempre a portata di mano per non più di alcuni secondi, il tempo necessario a scattare le foto.
Ritrovi fotografici simili sono purtroppo frequenti in Thailandia. Luoghi come Tiger World Thailand o Tiger Kingdom a Phuket permettono ai turisti di posare con i tigri, promettendo che l’incasso finirà nel finanziamento per la protezione della specie. Tuttavia, la realtà rivelata da agenzie come l’Environmental Investigation Agency (EIA) mostra che i tigri vivono in condizioni spesso crudeli. I cuccioli di tigre vengono separati dalle loro madri poco dopo la nascita, per permettere alle femmine di riprodursi di nuovo più velocemente.
Questi piccoli vengono continuamente passati da un turista all’altro, centinaia di volte al giorno, quasi sempre senza rispetto per il loro benessere. Molti vengono sottoposti all’asportazione delle unghie per prevenire eventuali morsi a clienti paganti. I tigri più grandi o ribelli vengono rimossi dal settore fotografico e finiscono in gabbie estremamente ristrette.
Lo scorso anno, un turista a Phuket è stato attaccato da un tigre mentre faceva una foto, un chiaro segno del rischio a cui vanno incontro chiunque si avvicini a queste creature. L'Environmental Investigation Agency (EIA) avverte fortemente contro la visita di questi centri, ricordando che l’immagine che condividiamo su Instagram potrebbe non solo rappresentare una situazione crudele, ma anche un supporto economico ad un sistema basato sull'abuso e la crudeltà.
Più vicino alla cultura e all’arte, a Marsiglia, presso il Centre Photographique, è in corso fino a settembre un’esposizione intitolata "Photo Kegham de Gaza". L’esposizione presenta il lavoro di Kegham Djeghalian Sr., che ha fondato il primo studio fotografico professionale a Gaza nel 1944, e ha documentato il vivere quotidiano della città per quasi 40 anni. Nel 2018, il nipote di Kegham, Djeghalian Jr., ha trovato tre scatoloni pieni di negativi e documenti dentro un armadio a suo padre a Cairo.
Non optando né per un ordinamento cronologico né per didascalie dettagliate, Djeghalian Jr. ha deciso di esporre le foto senza specifici riferimenti cronologici o contestuali, creando quindi un “archivio incompiuto” al centro fotografico di Marsiglia. Questa è la prima volta che si mostra questa collezione in Francia ed fa parte anche della "Saison Méditerranée" e del "Grand Arles Express".
Un'altra iniziativa destinata a incuriosire i cultori della fotografia è l’imminente mostra della fotografa Nan Goldin, che apre i battenti nel novembre 2026 a Londra presso la Hayward Gallery. La mostra si intitola "You Never Did Anything Wrong" e sarà la sua prima mostra istituzionale in Gran Bretagna da più di due decenni. Nan Goldin è conosciuta per aver immortalato la vita delle comunità queer, delle relazioni personali ed il tema della dipendenza. L'evento si inquadra nel 75° anniversario del Southbank Centre.
Inoltre, per coloro che già si trovano o si stavano progettando un viaggio a Londra, i programmi del Southbank Center meritano attenzione. Oltre all’ampia mostra di Nan Goldin, durante l’anno vengono proposte concerti, performance, installazioni artistiche, e eventi totalmente gratuiti. È un luogo che vale la pena visitare, indipendentemente dal piano specifico, grazie alla sua architettura, alla visuale sulla Thames e alle atmosfere dinamiche e vibranti.
Occhi aperti anche ai video del canale heise, che offrono un ulteriore modo per esplorare i contenuti in movimento. Per rimanere aggiornati sugli sviluppi del settore informatico o digitale, seguire canali come heise e ct. Per quelli interessati a video di tipo più personale, piattaforme come Peertube ospitano interessanti contributi. Per concludere, non mancano informazioni per coloro che visitano Londra e il Southbank Centre. Ulteriori dettagli possono essere reperiti attraverso il sito ufficiale, che elenca in modo completo le occasioni in programma.