Introduzione

Durante l’AI Agenda Live Summit organizzato da The Information, Koray Kavukcuoglu, nuovo capo di Google DeepMind, ha annunciato che Gemini 4 è passato dalla fase di pre‑training a quella di post‑training. L’intervento ha rappresentato il suo primo discorso pubblico da quando ha sostituito Demis Hassabis alla guida dell’unità, sottolineando l’importanza strategica del nuovo modello per la prossima decade.

Stato attuale del modello

Il passaggio al post‑training indica che il “cervello grezzo” del modello è già stato costruito. Ora il lavoro si concentra su:

Queste attività non richiedono un nuovo addestramento da zero, ma servono a raffinare il comportamento di Gemini 4 prima della prima esposizione pubblica.

Strategia di rilascio anticipato

Kavukcuoglu ha dichiarato l’intenzione di pubblicare “un output iniziale di post‑training il prima possibile”, sperando in un rilascio “molto prima” della fine del 2026. La strategia prevede una versione iniziale che potrà differire dal prodotto finale, seguita da aggiornamenti rapidi basati sul feedback interno ed esterno.

Questo approccio ricorda la sequenza adottata con la famiglia Flash, dove:

Grazie a tali iterazioni, la versione Flash ha raggiunto la prima posizione nell’Hume AI Overall Quality Index per la sintesi vocale, dimostrando l’efficacia di rilasci frequenti e progressivi.

Concorrenza e contesto di mercato

L’annuncio arriva in un momento di intensa attività tra i principali laboratori di intelligenza artificiale. Anthropic e OpenAI hanno infatti aggiornato i loro modelli di punta nelle ultime settimane, intensificando la pressione competitiva su Google.

In risposta, Google ha deciso di saltare il previsto Gemini 3.5 Pro, annunciato a Google I/O a maggio ma mai rilasciato pubblicamente. Kavukcuoglu ha spiegato che l’azienda ha “fatto un passo indietro” per concentrare risorse sui modelli Flash e, ora, su Gemini 4, trasformando una potenziale delusione in una scelta deliberata di focalizzazione.

Accordo commerciale con BNP Paribas

Parallelamente allo sviluppo tecnico, Google ha siglato un accordo quinquennale con BNP Paribas per integrare i modelli Gemini nella divisione corporate e institutional banking dell’istituto francese. Il primo caso d’uso prevede un assistente interno di intelligenza artificiale generativa, destinato a supportare gli operatori bancari nelle attività quotidiane.

Questo partnership dimostra che la corsa a Gemini 4 non è solo una questione di benchmark, ma anche di posizionamento commerciale in settori ad alto valore aggiunto, dove l’adozione di AI avanzata può generare significativi vantaggi competitivi.

Prospettive future e impatti attesi

Se Google riuscirà a mantenere le promesse di un rilascio anticipato, Gemini 4 potrebbe entrare sul mercato prima della fine dell’anno. Un debutto tempestivo avrebbe il potenziale di ridefinire il panorama dei modelli “frontier”, soprattutto in un contesto in cui la competizione tra i principali laboratori di AI non ha mai rallentato.

Il nuovo capo di DeepMind, Kavukcuoglu, ha preso il posto di Hassabis ad agosto, rendendo questo annuncio una prima dichiarazione di intenti. La capacità di consegnare rapidamente una versione funzionale, seguita da aggiornamenti continui, sarà probabilmente il fattore decisivo per valutare il successo di Gemini 4 rispetto a concorrenti come GPT‑4o di OpenAI o Claude 3 di Anthropic.

Conclusioni

Gemini 4 è ora nella fase cruciale di post‑training, con test di sicurezza e guardrail in corso. Google DeepMind punta a un rilascio pubblico “molto prima” della fine del 2026, senza però fissare una data definitiva. La strategia di rilasci graduali, l’esperienza con la famiglia Flash e gli accordi commerciali con grandi istituzioni finanziarie indicano che Gemini 4 non sarà solo un nuovo modello tecnico, ma anche un asset strategico per la leadership di Google nel mercato dell’intelligenza artificiale generativa.