Nel mese di agosto 2026, l’Ufficio del Procuratore Generale della Florida ha depositato una querela formale nei confronti di OpenAI e di Sam Altman, fondatore e amministratore delegato, accusandoli di aver commerciato ChatGPT senza garantire livelli minimi di sicurezza, in particolare nei confronti di minori e di consumatori. L’atto legale evidenzia un insieme articolato di violazioni: pratiche commerciali scorrette, danni da prodotto, problematiche rispetto alla privacy, rischi per la sicurezza pubblica e gestione inadeguata dei rischi legati all’IA generativa. Si tratta di un passo significativo per lo Stato di Florida e potrebbe influenzare in maniera duratura l’approccio giuridico e commerciale alla tecnologia di intelligenza artificiale, in particolare se le accuse fossero riconosciute da un giudice.

Dettagli sull’azione legale

L’atto di citazione, depositato presso la Corte del Decimo Distretto Giudiziario della Florida, mira a individuare OpenAI e il suo fondatore come corresponsabili delle potenziali conseguenze dannose legate all’uso di ChatGPT. Tra gli argomenti centrali, si sottolinea come Altman abbia condotto la sua azienda in condizioni di “disprezzo totale per il rischio” e come OpenAI abbia “consapevolmente rilasciato ChatGPT in modo scorretto, sopprimendo i propri dati interni su rischi e avvertimenti di sicurezza”, affermazioni che emergono direttamente dal testo giudiziario.

Più in dettaglio, le accuse puntano a mostrare come OpenAI abbia commercializzato ChatGPT nascondendo dati interni che indicavano problemi sostanziali rispetto al suo impatto su diversi settori della società, inclusi rischi per l’intelligenza artificiale generativa. Si tratta di un’azione giudiziaria chiave perché, per la prima volta, cerca di applicare strumenti e nozioni giuridiche tradizionali al contesto della tecnologia emergente. Categorie classiche come responsabilità da prodotto, negligenza, pratica commerciale scorretta e disturbo del pubblico ordine vengono utilizzate per descrivere l’inadempienza della società OpenAI.

Evolutiva storica e ristrutturazione aziendale

Per comprendere appieno il contesto di questa querela, si deve esaminare la storica transizione di OpenAI. Fondata nel 2015 come organizzazione a scopo non profit, OpenAI ha promesso inizialmente di sviluppare intelligenza artificiale in modo a vantaggio dell’umanità, non vincolata al profitto. Tuttavia, già nel marzo del 2019, la struttura originale si è trasformata con la costituzione di una società a profitto limitato (OpenAI LP), per attrarre fondi da investitori privati.

La ristrutturazione non si è fermata qui. Nel dicembre 2024, l’azienda ha annunciato un’ulteriore riconfigurazione, trasformandosi in una Public Benefit Corporation (PBC) da un lato e trasferendo i diritti tecnologici all’entità a scopo di lucro, dall’altro. Questa mossa ha eliminato qualsiasi restrizione sui profitti per gli azionisti e ha deposto i controlli che la sua parte non profit potesse esercitare sull’altra. L’operazione è stata completata nell’ottobre del 2025.

Il contesto in cui si colloca il caso giudiziario è quindi quello di una società tecnologica in crescita esponenziale, fortemente spinta a generare valore economico per gli azionisti, ma accusata di non aver posto limiti adeguali al rischio per gli utenti.

ChatGPT e sue peculiarità

OpenAI ha sviluppato ChatGPT come un chatbot versatile, utilizzato per compiti vari, compresa la generazione di testo, il coding e il riepilogo di contenuti su richiesta. La tecnologia funziona su base di addestramento su grandi set di dati iniziali, seguito da aggiornamenti basati su interazioni con gli utenti. Dall’uscita iniziale con il modello GPT-3.5, a GPT-4, GPT-4o, fino al recente rilascio del GPT-5.5 nel 2026, la chatbot ha migliorato le sue capacità di ragionamento e di elaborazione in tempo reale, aggiungendo la capacità di effettuare ricerche online, di utilizzare dati da file caricati e di operare direttamente sulle interfacce delle applicazioni.

Un aspetto controverso riguarda la natura delle informazioni che ChatGPT raccoglie. Essa memorizza dati forniti dagli utenti, sia per poter gestire meglio le conversazioni che per essere perfezionata ulteriormente. Ciò significa che il prodotto ha accesso a informazioni sensibili e personali, incluso dati sanitari, finanziari, relazionali e, in modo specifico, dati riguardanti bambini, quando vengono condivisi tramite l’interfaccia del chatbot.

Accuse specifiche della querela

L’atto legale si basa su una serie articolata di punti contestatigli. OpenAI, dice il procuratore generale, ha commercializzato ChatGPT come prodotto “affidabile e sicuro” ma, in realtà, il sistema mostra gravi lacune. La citazione sottolinea l’affidamento del pubblico su ChatGPT, alimentato da una campagna di marketing incentrata sulle doti di efficienza, attendibilità e assistenza quotidiana.

Dall’altra parte, il procuratore ritiene che il sistema sia sorprendentemente inaffidabile, come dimostrato da errori che possono portare a gravi conseguenze. Si cita l’esempio dei legali che si affidano a ChatGPT, producendo atti legali in base a informazioni errate, un fenomeno conosciuto come “allucinazione” algoritmica. La stessa problematica inizialmente individuata nel 2024 da un giudice non è stata mai risolta in modo soddisfacente.

Aspetti controversi

Le critiche all’operato di OpenAI non si limitano alle sue capacità effettive. Secondo il procuratore, il sistema avrebbe un disegno organizzativo incentrato su velocità e profitto, con una visione poco attenta alle possibili conseguenze di larga scala. Questo contesto di spinta economica è visto come un elemento che ha portato ad azioni che non garantiscono tutela per i consumatori.

Il ruolo di Sam Altman è considerato centrale. Come CEO, è accusato personalmente di una condotta disgiunta da ogni preoccupazione per sicurezza e salute pubblica. Le decisioni aziendali avrebbero avuto un impatto concreto sugli utenti e sarebbero state motivate da interesse economico anziché da responsabilità sociale.

Per comprendere queste accuse in profondità, il procuratore ricostruisce la crescita economica di OpenAI, a partire