I dati del Global Tech Ecosystem Index 2026, realizzato da Dealroom, rappresentano una delle analisi più ampie e dettagliate degli ecosistemi tecnologici in tutto il mondo. Questa indagine considera 325 ecosistemi in 77 paesi, confrontando i fattori chiave che permettono l’emergere di startup innovative sul piano globale.
Il report non presenta una sola classifica ma crea una mappa stratificata, suddivisa in tre dimensioni: “Global Champions”, “Density Leaders” e “Rising Stars”. Ogni ecosistema è valutato in base a criteri come gli investimenti in venture capital, la valutazione totale delle aziende tech, il numero di unicorni e gli exit sopra il miliardo di dollari, nonché la connessione con le università del luogo.
Le Città Globali
Nella lista dei Global Champions, che misura la grandezza assoluta degli ecosistemi tecnologici, la Bay Area mantiene la sua posizione in testa, seguita da New York, Boston e Los Angeles. Londra occupa il quarto posto, superando Parigi, che si colloca all’ottavo posto.
I dati segnalano un aumento significativo del ruolo dell’Asia. Tel Aviv, Pechino, Shanghai e Seoul fanno parte della top 10 mondiale. Il ruolo dell’intelligenza artificiale appare decisivo, con le aziende di Londra che, nel 2025, hanno raccolto più di 15,3 miliardi di euro, di cui 6 miliardi concentrati proprio sull’AI.
Densità Innovativa in Europa
Nella categoria di densità innovativa o innovazione pro capite, l’Europa mostra un eccellente posizionamento, con 10 città europee nella top 20 e 45 tra le prime 100 a livello globale. Cambridge, Londra, Stoccolma e Gand si distinguono per la capacità di generare innovazione nonostante dimensioni ridotte.
- Cambridge è un esempio unico di ecosistema accademico che produce un elevato numero di fondatori tecnologici.
- Gand, con una popolazione di poco più di 300.000 abitanti, ospita un ecosistema biotech che include la compagnia Argenx.
- Questo modello europeo è strutturato attorno a università di ricerca, ecosistemi locali e filiere tecnologiche settoriali, come deep tech e biotech.
I risultati dimostrano che non sono necessari “megahub” per competere globalmente. Ciò che conta è concentrare talento, collegare università e imprese e investire in capitali pazienti.
Le Nuove Stelle Emergenti
Nella categoria “Rising Stars”, che misura la crescita degli ecosistemi tecnologici rispetto al PIL pro capite e al costo della vita, i Paesi emergenti dimostrano una forte espansione tecnologica.
- L’India domina con città come Mumbai, Bengaluru, Pune e Delhi.
- In Cina, le città di Hefei, Suzhou e Chengdu si distinguono.
- I Paesi del Sud-Est Europeo stanno crescendo velocemente: Kyiv, Zagabria e Sofia sono classificate tra le più dinamiche.
Segnaliamo che le “Rising Stars” non indicano uno spostamento del “centro” dell’innovazione ma rappresentano l’emersione di nuovi hub tecnologici globali.
Aspetti Settoriali: Intelligenza Artificiale e Difesa
Nell’ambito dell'intelligenza artificiale, la Bay Area si conferma il principale ecosistema mondiale seguito da New York e Boston. Tuttavia, alcune città europee registrano progressi considerevoli:
- Monaco di Baviera guadagna 13 posizioni.
- Toronto-Waterloo sale di 7.
- Pittsburgh si posiziona al +29.
Gli ecosistemi accademici forti si dimostrano essenziali per lo sviluppo dell’AI. Per quanto riguarda la difesa, l’ascesa di città come Monaco di Baviera, Zurigo e Haifa riflette l’investimento crescente in tecnologie per la sicurezza.
Cina: Ecosistema Decentralizzato
Anche se l’economia tecnologica cinese sembra subire una contrazione in termini di finanziamento, non è questa la realtà completa. Le politiche interne e i finanziamenti governativi stanno ridirezionando l’innovazione verso nuovi assi. Sei città cinesi rientrano tra le Rising Stars mondiali.
I modelli dell’intelligenza artificiale cinese come DeepSeek o Qwen stanno acquisendo una quota di mercato globale rilevante. Sull’OpenRouter, alcuni modelli cinesi superano addirittura quelli americani in volume settimanale di richieste API.
Chiusura Strategica Cinese
I movimenti politici, come l'acquisizione bloccata di Manus AI da parte di Meta nell’aprile 2026, mostrano una chiara tendenza da parte della Cina a proteggere strategicamente i propri settori chiave. L’intelligenza artificiale è diventata per la Cina un'infrastruttura geopolitica simile a Internet a inizio millennio o alle ferrovie nell’800.
Per Pechino, l’AI non è solo una questione economica, ma una risorsa strategica. Il modello di espansione cinese sta puntando a creare una rete tecnologica globale, esportando tecnologie, talento e modelli di business, mantenendo però un controllo rigoroso sugli aspetti tecnologici e strategici interni.
Italia: Fuori dal Radar
Sebbene il report mostri una mappa diversificata e in continua evoluzione, un elemento rimane chiaro: l’Italia non compare in alcuna delle classifiche chiave del Global Tech Ecosystem Index 2026. L’assenza di ecosistemi significativi e della capacità di attrarre e trattenere talento innovativo la colloca ai margini rispetto alla competizione tecnologica globale emergente.
Per il futuro, saranno necessari investimenti mirati, collegamenti accademico-industriali e una visione strategica per posizionare l’Italia su nuovi assi tecnologici. L’apprendimento dagli ecosistemi di successo, europei e fuori da Europa, potrebbe aprire la strada a una svolta per il Paese.