Lo spazio entra in una nuova fase di crescita con investimenti sempre più consistenti, lanci moltiplicati, satelliti sempre più numerosi e nuove tecnologie integrate nelle infrastrutture terrestri. Tuttavia, l’expansione non è uniforme: si osserva una forte concentrazione dell’economia spaziale negli Stati Uniti e in Cina, dove i mercati dominano sia i capitali privati che quelli pubblici.
Un mercato in espansione ma concentrato
Nel 2025 si sono raggiunti 324 lanci orbitali, con un aumento del 25% rispetto all’anno precedente. I satelliti attualmente in orbita sono 4.556, con un incremento del 58%. Il mercato globale dei lanci e della produzione satellitare vale 75 miliardi di euro, mentre i servizi connessi sfiorano i 489 miliardi.
La concentrazione di potere in questo settore cresce. Un numero ristretto di operatori controlla le principali piattaforme e infrastrutture spaziali. La questione dell’autonomia tecnologica si aggiunge, per l’Europa, alla sfida dell’autosufficienza industriale e finanziaria.
Gli investimenti pubblici e la spesa per la difesa
I bilanci spaziali civili e militari mondiali nel 2025 hanno raggiunto 119 miliardi di euro, con una flessione del 3% rispetto a quanto registrato nel 2024. Il calo è spiegato da una riduzione temporanea degli investimenti Usa e dal bilancio stabile della Nasa. Tuttavia, il quadro generale non si inverte e dal 2026 ci si aspetta un’ulteriore accelerazione dovuta alla spinta nei programmi di difesa.
La componente militare rappresenta il 53% della spesa spaziale globale, superando per sempre la componente civile. Sicurezza, sorveglianza e allarme precoce guidano l’investimento, anche su satelliti e telecomunicazioni. L’osservazione terrestre e i dati ambientali restano centrali, ma vengono sempre più integrati con funzioni di difesa.
L’Europa recupera, ma rimane in ritardo sugli Usa e la Cina
Nel 2025 l’Europa ha registrato un aumento del 12% del suo budget spaziale, che arriva a 13,5 miliardi di euro. Si tratta del primo aumento a doppia cifra negli ultimi cinque anni. La spinta deriva in particolare dall’impegno della Germania, che ha guidato diversi programmi nazionali per la sicurezza spaziale.
La quota europea sull’economia spaziale mondiale è salita all’11%, di fronte all’invincibilità Usa (58%) e alla Cina (15%). Tuttavia, la dimensione finanziaria reale della Cina, che non divulga informazioni trasparenti, è difficile da valutare in termini esatti.
Il mercato della difesa spaziale
Il mercato dedicato a tecnologie satellitari per la difesa globale si è stabilizzato a 32 miliardi di euro, con un aumento annuo del 26%. La Cina guida la categoria con il 62% del valore totale, seguita dagli Stati Uniti con l’18% e l’Europa con il 12%.
- La Germania ha annunciato un piano da 35 miliardi di euro fino al 2030 per aumentare la sicurezza spaziale, la difesa dei satelliti e la sorveglianza orbitale.
- La Francia ha programmato 4,2 miliardi aggiuntivi per le esigenze militari tra il 2026 e il 2040.
- I progetti comuni europei puntano a colmare il ritardo negli strumenti di rilevamento delle minacce e nella sicurezza spaziale.
Il programma Esa “Resilience from Space” collega le infrastrutture civili alle esigenze di sicurezza continentali, rendendo il confine tra difesa e attività civile sempre più fluido e complesso.
I mercati upstream: produzione e lanci
Il settore upstream, che include la produzione dei satelliti e i servizi di lancio, nel 2025 ha raggiunto i 75 miliardi di euro, registrando un aumento del 20%. La manifattura è il nucleo principale (78% del fatturato totale), mentre i lanci rappresentano un po’ meno del 22%.
I clienti istituzionali guidano il mercato, coprendo l’80% delle richieste. Tra loro, la difesa pesa per il 42% e i programmi civili per il 38%. Il mercato globale rimane fortemente concentrato, con Usa e Cina che ne controllano quasi l’80%.
La crescita del mercato europeo
Per il primo tempo in quattro anni, l’industria europea ha migliorato la sua posizione. La quota sul mercato globale è salita dal 6% al 10%. Per le imprese realmente accessibili a livello di programma industriale, i maggiori fornitori europei hanno raccolto il 65% del mercato accessibile.
Il miglioramento non cancella però i problemi strutturali. L’economia spaziale Usa e cinese protegge la domanda istituzionale, soprattutto nel settore militare e nello sviluppo di veicoli umani. Le costellazioni integrate riducono ulteriormente le possibilità competitive per l’Europa.
Le difficoltà legate alle nuove imprese
Nel 2025 gli investimenti privati nel settore spaziale hanno raggiunto il massimo storico di 11,7 miliardi di euro, con un aumento annuo del 60%. Tuttavia, l’intera crescita è avvenuta negli Stati Uniti, dove le aziende statunitensi hanno raccolto quasi 8 miliardi, una crescita superiore al 177%.
- Le aziende europee hanno ricevuto poco più di 1,4 miliardi, con una flessione dell’8% rispetto all’anno precedente.
- Il numero totale di operazioni si è ridotto da 98 a 88.
- Nel quinquennio, l’Europa tuttavia presenta una crescita media annua del 37%, superiore a Usa e Cina.
I finanziamenti europei dipendono fortemente dalle banche pubbliche e dal sostegno governativo, mentre Stati Uniti e Giappone si avvalgono maggiormente dei capitali privati. Questa differenza riduce la velocità di espansione delle aziende europee.
I lanci e il ritorno operativo
Nel 2025 il mondo ha quasi raggiunto una missione orbitale al giorno, con 286 lanci totali. Gli Stati Uniti hanno effettuato 193 missioni, con il 64% dedicato a Starlink. La Cina ha raggiunto 93 lanci, una crescita del 37% rispetto all’anno precedente.
L’Europa ha passato da tre a otto lanci nel 2025. Questo miglioramento