Il contesto attuale: crescita dei marketplace e complessità operativa
Vendere online oggi significa presidiare un numero crescente di marketplace e canali digitali, con una complessità operativa che coinvolge cataloghi, prezzi, ordini, logistica e integrazione dei sistemi. La sfida per le aziende è gestire queste attività in modo efficiente, mantenendo il controllo sulle performance e sui margini.
Secondo il Rapporto Ecommerce Italia 2026 di Casaleggio Associati, l’ecommerce italiano vale 90,6 miliardi di euro e cresce del 6 %, ma i marketplace crescono quasi tre volte più velocemente: +15,7 % per oltre 17 miliardi. I primi quattro operatori della classifica italiana sono marketplace, rendendo l’apertura di nuovi canali la leva di crescita più accessibile per i merchant.
Il problema è che ogni canale porta con sé regole, prerequisiti e complessità proprie. Per capire dove emergono le difficoltà, è utile ripercorrere il funnel operativo dalla creazione del prodotto all’incasso.
Catalogo e PIM
La gestione delle vendite multicanale parte dall’organizzazione del catalogo. Il PIM di Base, riconosciuto nel Gartner Magic Quadrant 2026 for Product Information Management Solutions, consente di creare, arricchire e ottimizzare le schede prodotto per i diversi marketplace, anche grazie all’AI, e di integrarsi con i sistemi aziendali esistenti.
Con oltre 2 000 integrazioni, la piattaforma collega marketplace, CMS, corrieri e gestionali, garantendo coerenza dei dati e riducendo il rischio di vendere prodotti non disponibili.
Prezzi, ordini e logistica: dal repricing al WMS
Il Repricer di Base aggiorna automaticamente le tariffe in base a regole e margini definiti dal venditore, mentre il PIM gestisce listini differenziati per canale e mercato. Le integrazioni API semplificano la distribuzione dei dati e la gestione degli aggiornamenti dei marketplace; gli ordini vengono raccolti in un unico flusso per rispettare i tempi di evasione previsti da ciascun canale.
Per la logistica, Base mette a disposizione un WMS per la gestione del magazzino interno e integrazioni con operatori esterni, tra cui Amazon Multi‑Channel Fulfillment. La piattaforma comprende anche strumenti per il customer care e la gestione dei resi, oltre a Base Analytics, che consente di monitorare le performance per prodotto e canale e calcolare la redditività delle singole attività.
L’obiettivo è riunire in un’unica piattaforma le diverse operazioni necessarie a gestire il commercio multicanale, evitando silos di dati e processi duplicati.
Integrazione senza frizioni
La crescita del business richiede spesso l’integrazione tra marketplace, piattaforme ecommerce, gestionali, magazzino e sistemi di spedizione. Come si possono far dialogare questi strumenti senza creare ulteriori livelli di complessità?
Facendo questo lavoro da oltre vent’anni, so bene cosa significa cambiare un sistema, migrare da una piattaforma all’altra o far dialogare strumenti introdotti in momenti diversi. Il Rapporto Casaleggio indica tra i principali freni all’adozione di nuove tecnologie, come l’AI, la difficoltà nel selezionare il partner giusto e la complessità di integrazione con i sistemi esistenti.
Base: una soluzione all‑in‑one e modulare
In Base la risposta è duplice. Da un lato, la piattaforma è una soluzione all‑in‑one: PIM, OMS, WMS, TMS, repricing, customer care e analytics nascono sulla stessa infrastruttura, quindi non vanno integrati; tra loro, lavorano già sugli stessi dati.
Dall’altro, è un sistema perfettamente modulare e complementare ai sistemi già presenti in azienda. Se il cliente ha già un PIM, un WMS o un ERP funzionante, non gli chiediamo di buttarlo via. Base si aggancia ai sistemi in essere e si prende carico dell’orchestrazione e della gestione delle attività di vendita sui canali.
Il principio è semplice: un’unica fonte di verità per ogni tipo di dato, e Base che distribuisce quel dato dove serve.
Intelligenza artificiale: dal hype alla realtà operativa
Che cosa cambia con l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei processi di gestione dell’ecommerce e dove può già dare un contributo concreto?
Una recente analisi di McKinsey (giugno 2024) sul nuovo scenario dell’ecommerce europeo evidenzia che l’AI agentica applicata all’ecommerce porta:
- aumento di produttività tra il 30 % e il 50 % nelle attività commerciali e di supporto;
- operation più snelle del 10‑20 % grazie a un allineamento più preciso tra domanda e offerta e meno rotture di stock;
- crescita del 10‑15 % grazie all’iperpersonalizzazione;
- miglioramento del margine operativo tra il 3 % e il 5 % dovuto all’automazione dei processi chiave.
McKinsey parla di “effetto volano”: queste leve non lavorano separate, si alimentano a vicenda. Più efficienza libera tempo e risorse, che diventano crescita, che genera dati, che rendono le decisioni successive ancora più precise.
L’AI di Base: dal supporto operativo alla decisione strategica
L’AI applicata ai processi operativi è il vero game changer perché sposta il tempo delle persone dall’esecuzione alla decisione: meno ore a compilare schede, risolvere problemi con l’invio dei feed verso i marketplace o rispondere a ticket, e più ore a decidere su quali canali e con quali prodotti crescere.
Con Base Analytics l’agente AI consente al merchant di interrogare i propri dati, chiedendo, ad esempio, quali prodotti vengono restituiti più spesso o come sta cambiando la marginalità. Si riduce il lavoro necessario per arrivare all’informazione e si lascia più spazio alla decisione.
Con Base MCP l’assistente di Base è disponibile nei client AI compatibili, tra cui ChatGPT e Claude. Dopo la configurazione e l’autorizzazione, i merchant possono interrogare il proprio contesto operativo – account, ordini, prodotti, inventario – direttamente dalla conversazione, riducendo la necessità di passare continuamente da un sistema all’altro.
Nel 2025 siamo stati tra le sole cento aziende al mondo a ricevere da OpenAI la certificazione per aver generato oltre 100 miliardi di token. Non lo dico per il titolo, ma perché significa che l’AI dentro Base non è una funzione aggiunta: è usata ogni giorno, su volumi reali, da merchant reali.
Agentic commerce e traffico generato dall’AI
Il passaggio successivo è l’agentic commerce, ed è più vicino di quanto sembri. Casaleggio riporta che il traffico referral dall’AI generativa verso i siti di shopping è cresciuto di quasi sette volte in un anno, da 6 a 41 milioni di visite mensili tra ottobre 2024 e dicembre 2025.
McKinsey stima che il 38 % dei consumatori europei usi già strumenti di AI generativa per decidere cosa comprare, e che entro il 2030 tra i 3 e i 5 mila miliardi di dollari di vendite retail globali passeranno attraverso canali potenziati dall’AI.
Strategie consigliate per prepararsi al futuro
Per i merchant che vogliono rimanere competitivi, le raccomandazioni di Roberto Addeo sono:
- Adottare una piattaforma unificata che funga da orchestratore dei dati e riduca la dipendenza da integrazioni multiple;
- Investire nell’AI operativa per automatizzare processi ripetitivi e liberare risorse per decisioni a valore aggiunto;
- Monitorare costantemente la redditività per canale mediante analytics avanzate e report in tempo reale;
- Preparare l’infrastruttura per l’agentic commerce, integrando assistenti virtuali e interfacce conversazionali nei flussi di lavoro.
In sintesi, la crescita del business multicanale dipende dalla capacità di gestire i dati in modo coerente, sfruttare l’AI per rendere le operation più snelle e trasformare le informazioni in decisioni strategiche. Base si propone come il partner che unisce tutti questi elementi in un’unica soluzione scalabile.