Da Google al nuovo motore di ricerca basato su IA
Due decenni fa l’arrivo di Google ha costretto le imprese a imparare una nuova serie di regole: non bastava più possedere un sito web, bisognava far sì che il motore di ricerca lo trovasse, lo considerasse rilevante e lo posizionasse tra i primi risultati. Da questo bisogno è nata un’intera industria attorno al SEO.
Oggi, Luis Antón, co‑fondatore e CEO di EchoWi, è convinto che l’intelligenza artificiale stia provocando una trasformazione analoga. Mentre lavorava ancora in Amadeus, all’interno della sua acceleratrice di startup, Antón ha partecipato a un progetto strategico volto ad analizzare l’impatto della IA su Google. Lì ha notato un cambiamento cruciale: sempre più utenti, soprattutto i più giovani, hanno iniziato a sostituire le tradizionali ricerche testuali con domande rivolte direttamente a assistenti IA.
Un’opportunità ancora inesplorata
Antón ha capito subito che, così come le aziende hanno combattuto per apparire nelle prime posizioni di Google, presto dovranno competere per emergere in sistemi come ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity e altri assistenti conversazionali. Tuttavia, l’analisi di mercato ha mostrato che quasi nessuna azienda si occupa specificamente di questo problema.
- In Europa esistevano pochi competitor nascosti.
- Negli Stati Uniti il mercato era leggermente più sviluppato, ma rimaneva ancora una nicchia.
Per verificare la reale entità del problema, Antón ha condotto uno studio manuale su imprese di diversi settori, valutandone la presenza in risposte rilevanti generate dalle IA. I risultati sono stati rovinventi: più dell’85 % dei brand risultano ancora invisibili nei risultati proposti dagli assistenti intelligenti.
Per una società, l’assenza da queste risposte comporta perdita di visibilità, potenziali clienti e, in ultima analisi, di fatturato.
La nascita di EchoWi
EchoWi è stata costituita a settembre 2025. Accanto a Luis Antón, il team è integrato da Maher El Ouahabi, co‑fondatore e CTO. La missione è chiara: aiutare marchi e agenzie di marketing a migliorare la propria presenza sulle nuove piattaforme di IA.
La tecnologia di EchoWi non si limita a verificare se un’azienda compare quando un utente chiede, ad esempio, «quali sono le migliori scarpe da corsa», ma analizza anche:
- La posizione esatta nella risposta.
- Il tono e gli attributi associati al brand.
Da SEO a GEO: la nuova disciplina
Qui emerge una differenza sostanziale rispetto al tradizionale motore di ricerca. Come sottolinea Antón, «la IA parla di te e può parlare bene o male». Non basta più apparire; è fondamentale che gli assistenti raccomandino il marchio associandolo a caratteristiche positive.
La disciplina emergente è chiamata GEO – Generative Engine Optimization e condivide alcune basi con il SEO, ma presenta peculiarità proprie:
- Un sito tecnicamente debole o mal posizionato nei motori di ricerca tradizionali difficilmente otterrà una buona presenza negli assistenti IA.
- Un SEO solido non garantisce comunque l’inclusione nelle risposte generate dalle IA.
Ogni piattaforma IA utilizza criteri differenti per valutare la rilevanza:
- Presenza in media rilevanti.
- Autorità delle fonti che citano l’azienda.
- Struttura dei contenuti web.
- Attualità delle informazioni.
- Disponibilità di dati verificabili.
Questi parametri mutano rapidamente. Antón spiega che ChatGPT, Gemini e Claude non ponderano le stesse fonti allo stesso modo: Wikipedia, YouTube, LinkedIn o Reddit possono guadagnare o perdere peso a seconda del modello e dell’evoluzione degli algoritmi.
Attualmente EchoWi monitorizza una dozzina di sistemi e garantisce l’integrazione di nuove piattaforme in poche settimane.
Perché non basta “ingannare” l’algoritmo
Antón avverte contro la tentazione di manipolare artificialmente la reputazione mediante link o pubblicazioni di bassa autorità. I sistemi IA sono sempre più capaci di verificare l’autenticità della fonte e il suo supporto.
Le strategie “black‑hat” rischiano non solo di non funzionare, ma di innescare effetti contrari, penalizzando la visibilità dell’azienda.
Chi è già cliente di EchoWi?
Inizialmente la startup si rivolgeva a startup, PMI e medie imprese, ma la domanda più forte è arrivata dalle grandi corporation. Tra i clienti troviamo:
- Amadeus Group
- United Partners
- Universidad Pontificia Comillas
- Cuimo
- Lukkap
Antón individua inoltre due mercati con grande potenziale: il software B2B e i servizi professionali. In questi settori il cambiamento non riguarda solo il modo in cui i consumatori acquistano, ma anche come le stesse imprese cercano fornitori.
Secondo i dati di EchoWi, più del90 % dei decisori B2B ha utilizzato un modello di linguaggio (LLM) nell’ultimo processo di acquisto, creando una prima lista di potenziali fornitori prima di contattarli direttamente.
Finanziamenti e piani di crescita
EchoWi ha chiuso un round di finanziamento da 750 000 euro, con la partecipazione di diversi investitori. Il team conta ormai una decina di professionisti.
Gli obiettivi di fatturato sono ambiziosi: prevedono di chiudere il 2026 con circa 500 000 euro di ricavi e di raggiungere 1,5 milioni di euro entro il 2027.
Strategia di internazionalizzazione
Fin dall’inizio la società ha puntato su una presenza internazionale. I mercati prioritari in Europa includono Regno Unito, Francia e Germania, con l’intento di espandersi successivamente negli Stati Uniti e in altre regioni.
Il futuro della ricerca online
Secondo Antón, il modo di accedere a Internet sta cambiando. Google rimarrà un attore fondamentale e la sua risposta con Gemini e le nuove funzionalità IA è solida, ma il motore di ricerca non sarà più l’unico canale.
«Il panorama è ora molto più frammentato», afferma il dirigente, prevedendo che Google e ChatGPT diventeranno i due protagonisti principali di questa nuova era.
Se la previsione si realizzerà, le aziende dovranno rivedere le loro strategie di visibilità digitale. Per vent’anni la priorità è stata conquistare le prime posizioni su Google; ora il vero test sarà capire cosa dicono di loro i sistemi di intelligenza artificiale quando consumatori o altre imprese cercano prodotti, servizi o fornitori.