Rinnovazione urbana e sostenibilità ambientale
I data center si stanno rivelando molto di più che infrastrutture tecnologiche. Oggi si inseriscono in aree dismesse, contribuendo alla rigenerazione urbana, adottando certificazioni avanzate di sostenibilità e generando occupazione. La trasformazione urbana, infatti, non riguarda solo la struttura fisica degli edifici, bensì anche la capacità dell’infrastruttura di integrarsi all’interno del tessuto sociale esistente.
I data center svolgono un ruolo cruciale nella vita quotidiana e nell’economia digitale, e oggi sono concepiti in modo da ridurre l’impatto ambientale e sociale, riconquidendo aree degradate e valorizzandole. Questi spazi si adattano ai cambiamenti della società, favorendo lo sviluppo in contesti urbani, rurali e industriali.
Una strategia progettuale inclusiva
I data center moderni non sono solo progetti architettonici complessi, ma rappresentano anche strumenti di riconversione di aree dismesse nel bene comune. La localizzazione di questi centri è determinata da servizi tecnologici specifici. Vengono spesso installati in aree brownfield, industriali o in spazi esistenti, trasformati in hub digitali all’avanguardia. Questo si traduce in interventi di bonifica, sostenibilità ambientale e rigenerazione sociale.
Questo approccio non solo rigenera le aree degradate, ma anche ottimizza l’uso del suolo, riducendo l’espansione urbana inutilizzabile e dando vita a nuove opportunità lavorative e infrastrutturali.
Le due principali linee progettuali
In termini progettuali, esistono due filoni principali: la costruzione di campus nuovi, più grandi, dotati di una struttura adatta all’uso dei data center, e la riconversione di spazi esistenti in nuove funzioni tecnologiche. Questo secondofatto, sebbene meno diffuso, si rivela un’alternativa significativa e innovativa per il recupero del patrimonio costruito, valorizzando la specificità del contesto e degli spazi esistenti.
La riconversione di aree industriali, come quelle utilizzate in precedenza per prodotti tessili, mostra chiaramente il vantaggio di questa metodologia. Il progetto richiede ottimizzazione degli spazi, consolidamento strutturale e valorizzazione degli impianti, trasformando vecchie unità produttive in moderne infrastrutture tecnologiche.
Un esempio concreto: il data center TIM Enterprise
Un esempio eccelso di rigenerazione urbana e tecnologica è rappresentato dal nuovo data center di TIM Enterprise. Il progetto è stato avviato con un’operazione di retrofitting esteso, trasformando un’ex-fabbrica tessile in un centro di elaborazione dati all’avanguardia. L’obiettivo era di mantenere la funzione produttiva dell’area attraverso nuove tecnologie sostenibili.
- Gestione dei rifiuti: piano di gestione e recupero superiore all’80%
- Risparmio idrico indoor: rete duale e recupero acque meteoriche
- Risparmio idrico outdoor: uso di piante native e adattive e sistema di irrigazione
- Ottimizzazione energetica: certificazione LEED Gold
- Efficienza strutturale: sistema Tier IV, ANSITIA e Uptime Institute
Il progetto ha raggiunto obiettivi di sostenibilità ambiziosi: risparmio energetico del 52%, recupero idrico del 47,38% e recupero di rifiuti di cantiere dell'83%. Ha ottenuto massimi riconoscimenti, tra cui la certificazione LEED Gold. Il risultato è un modello di eccellenza nel settore, riconosciuto a livello internazionale.
Progetti greenfield: un modello innovativo
Un altro esempio significativo è l’allestimento di data center su suoli vergini, definiti “greenfield”, riconosciuti come LEED Gold. Questo tipo di progetti necessita di una progettazione complessa e articolata, per garantire performance di sicurezza, affidabilità ed efficienza energetica.
La struttura si distingue per la sua tecnologia avanzata, dotata di una superficie complessiva di 42.000 metri quadrati su un totale di 100.000 mq di area dedicata. Dotato di architettura Tier IV, è uno degli impianti più evoluti in Europa, soddisfacendo gli standard Uptime Institute e rispondendo alle esigenze del mercato globale.
Formazione e crescita professionale
L’aumento della domanda di centri dati avanzati richiede professionisti altamente qualificati. Le competenze tecniche di progettazione, gestione e installazione sono indispensabili, ma la formazione tradizionale fatica a stare al passo con il cambiamento.
Per rispondere a questa esigenza, è stato progettato un Masterkeen Meppensato per la crescita di progettisti impiantisti di nuova generazione, concentrato sui data center. Questo percorso di formazione ha l’obiettivo di offrire agli studenti competenze distinte e molto richieste sul mercato, con la prospettiva concreta di crescita professionale.
Data center come attivatori di crescita urbana
Il ruolo sociale dei data center va al di là delle loro funzioni tecnologiche. Possono configurarsi come veri e propri attivatori di rigenerazione urbana e territoriale, offrendo una prospettiva di crescita sostenibile che non si limita agli aspetti ecologici, ma include il progresso economico, sociale e tecnologico.
In questa prospettiva, lo sviluppo di questi centri presenta un valore che va ben oltre la loro funzione primaria, diventando una leva strategica per la transizione ecologica e digitale. In grado di generare effetti positivi duraturi su comunità e sistemi locali, rappresentano un modello di integrazione tra sostenibilità ambientale e modernità tecnologica.
La sfida che si presenta oggi ai progettisti e ai gestori è di continuare a promuovere modelli avanzati di integrazione, efficienza e responsabilità, trasformando ogni intervento in un’opportunità concreta di innovazione sostenibile. Solo così saranno in grado di soddisfare le esigenze del futuro, in un contesto di crescente domanda di tecnologie intelligenti e sostenibili.