L’intelligenza artificiale mette sempre più pressione alla domanda di energia proveniente dai data center, eppure proprio l’AI può rispondere a questa sfida ottimizzando la gestione delle reti elettriche. Questo paradosso è al centro di un report realizzato da Capgemini intitolato “AI meets the grid: shaping the data center power play”, che analizza le incertezze e le potenzialità che l’aumento dell’utilizzo dell’AI introduce nell’ambito dell’energia e in particolare nella gestione dei data center.
Il rapporto Capgemini: chi sono e cosa dicono gli intervistati
Ricercando oltre 600 dirigenti senior del settore elettrico e 175 dirigenti di grandi data center di 21 Paesi, realizzando le interviste a gennaio 2026, il report mette in luce come l’AI stia ridisegnando la domanda energetica globale.
I dirigenti del settore riconoscono che l’AI rappresenta un fattore rilevante di crescita del consumo energetico, ma anche un mezzo per migliorare l’efficienza. Il 60% delle utilità elettriche si aspetta che l’AI generi miglioramenti superiori al 10% per quanto riguarda la riduzione dei guasti e la gestione operativa della rete. Tuttavia, solo il 16% ha adottato strumenti avanzati di AI per l’ottimizzazione in tempo reale.
I carichi AI stanno ridefinendo la domanda
Il 25% dei consumi elettrici attuali nei data center proviene da carichi legati all’AI; si stima che in tre-cinque anni questa quota salirà al 60% a livello globale (63% in Europa). Questo cambiamento strutturale mette in discussione il modo in cui si pianifica la rete energetica. Il 77% dei dirigenti elettrici dichiara di avere difficoltà a stimare la domanda futura, poiché i modelli di consumo legati all’AI si dimostrano instabili.
Le incertezze e le loro implicazioni
Il 62% dei dirigenti ritiene che la variabilità dei carichi AI sarà uno dei principali fattori di sfida nei prossimi anni, e quasi un dirigente su due (68%) prevede possibili carenze di capacità. L’aumento della richiesta di energia da parte dei data center si sta muovendo più velocemente rispetto all’offerta, generando tensione nel sistema.
Nel frattempo, molte utility segnalano richieste di connessione avanzate che non si concretizzano mai. Circa il 19% di queste rimane inesiste, influenzando negativamente le previsioni e obbligando le utility a pianificare risorse potenzialmente inutilizzate.
Nuovi modelli di approvvigionamento energetico
Per sopperire a questi limiti strutturali, i data center si stanno progressivamente dotando di fonti energetiche alternative: il 29% fa uso di sistemi di generazione on-site o di generazione locale, e il 39% prevede di introdurli entro uno o due anni. L’86% delle utility riconosce la capacità di operare in autonomia come un vantaggio competitivo.
- Il 29% dei data center utilizza già sistemi on-site o Btm.
- Il 39% intende farlo nel prossimo anno o due.
- L’86% li considera un vantaggio competitivo.
Un approccio diversificato alla rete
Un mix energetico diversificato è visto come una necessity per garantire affidabilità nel lungo termine. Il 66% dei dirigenti del settore elettrico e l’82% di quelli dei data center ritiene che un mix composto da varie fonti energetiche diversificate da fonti rinnovabili sia essenziale. Tuttavia, gli Smr (Small Modular Reactors) vengono visti come soluzioni troppo lente rispetto al ritmo di crescita richiesto.
I dilemmi delle utility
In un panorama di incertezza per le previsioni e per le reali necessità energetiche, le utility sono chiamate a prendere decisioni di investimento complesse. Da una parte devono modernizzare la rete e installare capacità aggiuntiva, dall’altra devono guardare all’utilizzo delle risorse già esistenti, evitando sprechi e inutilità.
I rischi di pianificazione
Rispetto a un modello di pianificazione lineare, oggi l’incertezza introduce nuovi rischi: le utility devono decidere non solo quanta capacità installare, ma anche dove farlo e quando, così da supportare la domanda futura. L’82% dei dirigenti delle utility e il 66% dei responsabili dei data center condivide questa preoccupazione.
Gli hyperscaler e le loro sfide
I grandi operatori (hyperscaler) non sono da meno. Devono prendere decisioni infrastrutturali di rilievo in un contesto di previsioni incerte, reti limitate e tempi di connessione difficilmente stimabili. La situazione è complicata ulteriormente dalla concentrazione geografica dei data center. Oltre la metà dei dirigenti elettrici dichiara che i carichi localizzati rappresentano un ostacolo significativo alla continuità del servizio.
L’AI come strumento di gestione
Nonostante l’AI presenti una complessità nella sua implementazione, essa è vista come parte della soluzione. Circa sei intervistati su dieci ritengono che l’AI possa migliorare di oltre il 10% la gestione operativa e la prevenzione dei guasti. Solo il 45% utilizza attualmente l’AI per l’ottimizzazione della rete, e un 16% ha sviluppato percorsi avanzati per supportare i flussi energetici in tempo reale.
Tutte le sfide richiedono un nuovo paradigma
Può l’AI accelerare l’adattamento della rete? Secondo il report sì. L’incertezza richiede di sfruttare strumenti e analisi avanzati per bilanciare la domanda, prevedere trend, gestire i carichi e migliorare l’efficienza in tempo reale.
Un ruolo fondamentale per le utility
Secondo Alberto Matassino, Market Unit Head Public Sector Energy & Utilities di Capgemini in Italia, le aziende energetiche hanno un ruolo cruciale come orchestratori di sistema. Questo ruolo comporta non solo gestire la domanda, ma anche supportare l’affidabilità, fornire risorse al giusto momento e nel luogo adatto.
“L’AI sta trasformando non solo la domanda, ma anche i sistemi elettrici in termini di capacità, pianificazione e disponibilità di energia. Stiamo assistendo a una domanda più dinamica e difficile da prevedere. L’AI non può essere ignorata né come problema né come strumento,” dichiara.
Direzione futura
Per affrontare le sfide strutturali, si richiede una modernizzazione accelerata della rete, guidata dall’IA e da tecnologie climatiche. Solo così si potrà garantire un approvvigionamento energetico affidabile, accessibile e sostenibile.
Tutte le evidenze raccolte indicano che il ruolo di controllo tradizionale delle utility sta cambiando, e i nu