Nel corso del 2027, i costruttori di macchine industriali in Italia dovranno prepararsi a conformarsi a nuove normative che metteranno a dura prova le risorse tecnico-gestionali delle aziende. L’obiettivo principale è garantire una maggiore sicurezza nell’uso di macchinari industriali, migliorando al contempo le capacità di resilienza del settore manifatturiero europeo verso i rischi tecnologici.

Tre sono i regolamenti principali che i produttori dovranno affrontare: il Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, destinato a sostituire la Direttiva Macchine 2006/42/CE, il Cyber Resilience Act (UE) 2024/2847, che mira a contrastare i rischi cyber, e l’AI Act (UE) 2024/1689, che impone requisiti specifici per i prodotti che integrano sistemi di Intelligenza Artificiale.

Le normative e le loro specificità

Ogni normativa ha una logica e una tempistica distinte. Il Regolamento Macchine entra in vigore ufficialmente a gennaio 2027. Tra le sue novità principali, vi è l’estensione dell’ambito di applicazione a tutti i macchinari, inclusi quelli prodotti in serie, ma anche quelle costruite su specifiche personalizzate. Al contempo, vengono introdotti nuovi criteri per l’analisi dei rischi che coinvolgono la sicurezza funzionale del macchinario.

L’AI Act, invece, prevede la piena applicazione a partire da agosto 2026 per alcune componenti di rischio e a partire dal 2027 per quelle critiche. Se una macchina industriale utilizza sistemi di visione artificiale oppure algoritmi per la manutenzione predittiva, il costruttore dovrà verificare che tali componenti si conformino ai profili di rischio definiti dall’UE.

Il Cyber Resilience Act entra pienamente in forza a dicembre 2027 e richiede che i dispositivi siano progettati con criteri di cyberprotezione sin dalle fasi iniziali di sviluppo. I produttori devono, inoltre, fornire aggiornamenti regolari a garanzia della capacità del prodotto di resistere all’evoluzione delle minacce informatiche.

Le sfide di conformità

Oltre alle differenze di tempistica, le tre normative pongono sfide in termini di conformità. Molti costruttori, soprattutto PMI, devono affrontare la complessità di una gestione articolata che coinvolge diversi tipi di rischi (fisici, cyber, e decisionali) e una documentazione di conformità estremamente dettagliata.

Un esempio concreto: una macchina che utilizza una rete di sensori IoT per il monitoraggio di processo e algoritmi di intelligenza artificiale necessita di una serie di test per garantire che i dati siano analizzati correttamente, non influenzano negativamente l’operato dell’operatore umano e siano trasmessi in modo protetto.

In azione: cosa dovrebbero fare i costruttori?

Supporto esterno e risorse aggiuntive

Sono disponibili diversi strumenti per supportare i costruttori nel processo di conformità:

Riassunto in 5 punti

Per prepararsi in modo adeguato:

    • Effettuare un inventario completo: Identificare i prodotti che rientrano nell’ambito di applicazione delle nuove normative.
    • Creare una roadmap: Scegliere una data di compliance e seguire un piano a medio e lungo termine.
    • Formare il personale: Coinvolgere progettisti, designer e addetti alla produzione in training mirati.
    • Investire nella sicurezza: Adottare nuovi criteri di design e di controllo, soprattutto in relazione all’integrità e protezione dei dati.
    • Collaudare i prodotti: Effettuare test con laboratori certificati e aggiornare le specifiche tecniche.

Questo quadro normativo non è solo una sfida, ma anche un’opportunità. Chi riesce a integrarlo nel proprio modello di business si pone in una posizione strategica per competere a livelli sempre più tecnologici e globali.