Il Cyber Resilience Act, recentemente introdotto dall’Unione Europea, rappresenta una svolta epocale per la sicurezza digitale e per le aziende che operano nel mercato digitale. Per la prima volta è stabilito un quadro normativo unificato che richiede ai produttori di software, servizi online, piattaforme e dispositivi connetti di adottare criteri rigorosi di sicurezza. La novità più significativa, però, è che dal 2026 le aziende dovranno comunicare tempestivamente ogni vulnerabilità e incidente grave, e a partire dal 2027 solo i prodotti digitali muniti del bollino CE per la sicurezza digitale potranno operare su scala europea.

Che cosa include il regolamento

Il Cyber Resilience Act ridefinisce ampiamente il concetto di “prodotto digitale” per includere una serie di elementi spesso finora trascurati. Tra loro, rientrano piattaforme online, app per dispositivi mobili, software di gestione business, algoritmi di intelligenza artificiale, servizi di infrastruttura cloud e siti web critici. Questi prodotti, finora in molti casi esclusi dalla regolamentazione, dovranno ora rispettare principi di sicurezza fin dalla fase di progettazione, seguendo una serie di linee guida chiaramente definite a livello UE.

Linee guida e obblighi per i produttori

I produttori dovranno seguire un insieme di dieci linee guida di sicurezza, introdotte dal regolamento stesso:

Obblighi per il reporting

Ci sono obblighi chiari anche in termini di reporting. Gli sviluppatori dovranno comunicare a un organo competente, in tempo reale o comunque entro un periodo massimo di 24 ore, qualsiasi vulnerabilità o incidente ritenuto grave. L’organismo designato, da ciascun paese UE, fungerà da hub principale per la notifica e la catalogazione.

La transizione: cosa devono fare le imprese

Il periodo di transizione, che parte da adesso verso la piena attuazione a partire dal 2026, richiederà da parte delle aziende una riorizzazione completa verso la progettazione sicura. Ecco cosa devono considerare:

Esempi concreti e casi già applicabili

Già oggi si vedono primi casi di adesione volontaria al regolamento. L’azienda Società Digitale Spa, leader nella produzione di soluzioni cloud per imprese, ha adottato da aprile criteri simili rispetto a quelli del Cyber Resilience Act, anticipandone la filosofia. Alcuni esempi di modifica operativa nel loro portafoglio:

Impatto economico e benefici per il mercato

Secondo uno studio del Gruppo di Analisi Europa, il rafforzamento della cyber resilience potrebbe comportare un impatto positivo su tutta la catena del valore digitale. Le stime suggeriscono che, nei primi cinque anni del regolamento, si possano generare:

Le sfide future: cyber resilience e crescita sostenibile

Non tutti i benefici arriveranno istantanei. Il Cyber Resilience Act presenta però grandi potenzialità. In particolare:

La cybersecurity, con il Cyber Resilience Act, non sarà mai più un optional. Per le aziende italiane è il momento di muoversi ora, non solo per conformità, ma per vantaggio competitivo nel mercato globale, sempre più sensibile alle questioni di rischio digitale.