Inaugurazione e contesto istituzionale

Il computer quantistico D‑Wave Advantage2, denominato Volta B1, è stato ufficialmente inaugurato a Como. La cerimonia ha visto la partecipazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessio Butti, delegato all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale, e di Vincenzo Vespri, presidente del Comitato nazionale per il bicentenario della morte di Alessandro Volta.

Durante l’inaugurazione è stata consegnata simbolicamente una chiavetta di accesso a tre soggetti chiave: la Provincia di Como, l’Università dell’Insubria e Confindustria Como. Il gesto sottolinea il modello a tre pilastri del progetto – istituzioni, ricerca e imprese – e la volontà di creare un ecosistema collaborativo attorno alla tecnologia quantistica.

Finanziamento privato e autonomia dal pubblico

Volta B1 è stato finanziato da Swiss Quantum Technology (Sqt) con un investimento di dieci milioni di euro. L’accordo, siglato il 15 ottobre 2025, prevede che Sqt detenga il 50 % della capacità del sistema per cinque anni, con opzione di acquisto totale. Il sottosegretario Butti ha sottolineato che «non ha drenato un centesimo di denaro pubblico», distinguendo l’acquisto dalla tradizionale spesa pubblica per la ricerca quantistica.

Caratteristiche tecniche del sistema Advantage2

Advantage2 è una macchina di sesta generazione basata sulla tecnologia del quantum annealing, o cottura quantistica, sviluppata da D‑Wave. Essa è specializzata nella ricerca di soluzioni a problemi di ottimizzazione, rappresentando i problemi attraverso configurazioni energetiche e cercando gli stati a energia minima.

Le specifiche più rilevanti includono:

Il numero di qubit da solo non è un indicatore definitivo di potenza di calcolo: la reale efficacia si misura su benchmark specifici, tempi di esecuzione e confronti con gli algoritmi classici più avanzati.

Architettura e modalità operative

Il processore opera in un ambiente criogenico protetto da schermature magnetiche. La topologia Zephyr consente a ciascun qubit di collegarsi fino a venti altri, ampliando le configurazioni di problemi rappresentabili. D‑Wave offre il sistema sia in modalità on‑premise, come nel caso di Volta B1, sia tramite il servizio cloud Leap, disponibile in 42 paesi con una disponibilità dichiarata del 99,9 %.

Applicazioni industriali e di ricerca

Le applicazioni più promettenti rientrano nei settori della logistica, della gestione delle catene di approvvigionamento, della pianificazione della produzione industriale, della simulazione dei materiali e dell’intelligenza artificiale.

Esempi concreti:

Il Comitato promotore individua ulteriori ambiti di impiego, tra cui trasporti, energia, manutenzione e programmazione dei servizi pubblici. In una fabbrica, ad esempio, il sistema può ottimizzare la sequenza delle lavorazioni per minimizzare i tempi di fermo; nella distribuzione, può organizzare percorsi, depositi e consegne in modo più efficiente.

Modello ibrido e workflow tipico

L’uso efficace di Volta B1 richiede la traduzione del problema aziendale in un modello matematico compatibile con il quantum annealer. Il workflow tipico prevede:

    • Pre‑processing dei dati su hardware classico
    • Formulazione del problema come modello di ottimizzazione (ad esempio, QUBO)
    • Esecuzione dell’annealing sul processore quantistico
    • Post‑processing e validazione dei risultati con metodi classici

Questa combinazione massimizza i punti di forza di entrambi i paradigmi, garantendo risultati utili, ripetibili e competitivi dal punto di vista dei costi.

Accesso remoto e implicazioni per le imprese italiane

Volta B1 sarà accessibile attraverso Leap, il servizio cloud di D‑Wave. Gli utenti potranno inviare i propri problemi da remoto, senza dover gestire direttamente l’infrastruttura criogenica.

Le questioni pratiche da risolvere includono:

La trasparenza su questi aspetti sarà fondamentale per valutare l’effettiva apertura dell’impianto e il suo impatto sul panorama dell’innovazione italiana.

Prospettive future

Volta B1 rappresenta un passo significativo per l’Italia nella corsa alla tecnologia quantistica. Se riuscirà a connettere efficacemente università, centri di ricerca e imprese, potrà diventare un hub di sperimentazione per soluzioni di ottimizzazione su scala nazionale ed europea. Tuttavia, il successo dipenderà dalla capacità di tradurre le opportunità teoriche in risultati concreti, garantendo al contempo un modello di accesso equo e sostenibile.