Introduzione: Claude entra nella filiera farmaceutica
Anthropic ha iniziato a mettere a disposizione del settore farmaceutico il suo modello linguistico avanzato Claude, inserendolo direttamente in progetti di ricerca e sviluppo di diverse aziende. Tra i partner più importanti figurano Bristol Myers Squibb, BigHat Biosciences, Divergence Labs, Enveda e Generate Biomedicines. L’obiettivo dichiarato è quello di abbreviare le fasi critiche della scoperta di farmaci, dalla definizione del target molecolare fino alla preparazione della documentazione per le autorità regolatorie.
Secondo un rapporto interno di Anthropic, le collaborazioni sono già state avviate da diversi mesi e hanno prodotto risultati concreti, sebbene tutti ancora limitati alla fase preclinica. Il modello Claude è stato impiegato per generare piani genetici per terapie cellulari, progettare decine di migliaia di anticorpi e redigere bozze di dossier regolatori in ore anziché mesi.
Case study: come Claude ha trasformato progetti specifici
Generate Biomedicines e le CAR‑T
Sei ricercatori di Generate Biomedicines hanno usato Claude Code per creare nuovi design della sequenza genetica alla base di una terapia CAR‑T destinata a tumori solidi. Uno dei design risultanti era circa 70 % più corto rispetto alla versione di riferimento, consentendo alle cellule immunitarie di esprimere circa dieci volte più recettori e di uccidere le cellule tumorali con un’efficacia notevolmente superiore.
Divergence Labs e la terapia anti‑IgE
Claude ha autonomamente generato circa 35 000 design di anticorpi in un mese, con lo scopo di sviluppare una terapia allergica che sostituisca la molecola IgE. Dei design prodotti, tre hanno mostrato capacità di legare l’IgE, venti hanno potuto rilasciare IgE e tre di questi hanno dimostrato una potenza superiore rispetto al farmaco di riferimento.
Studi precedenti condotti da Anthropic hanno già dimostrato che lo stesso modello era in grado di progettare binder proteici per 14 su 15 proteine bersaglio, con successivi progetti che hanno mirato a binder contro tossine di scorpione.
BigHat Biosciences: ottimizzazione di frammenti di anticorpo
BigHat Biosciences ha testato più di 1 010 varianti di due frammenti di anticorpo in un arco di dieci settimane. Le varianti migliori hanno mostrato un legame più di dieci volte più forte rispetto a quelle di partenza. Un candidato anti‑cancro ha mantenuto la solubilità anche a una temperatura superiore di 18 °C, mentre un altro è risultato centinaia di volte meno propenso a precipitare.
Enveda: revisione automatica della documentazione
Enveda ha affidato a Claude la revisione di 1 061 pagine di documentazione di produzione. Il modello ha identificato tutti gli undici problemi già notati dagli ispettori umani e ha scoperto ulteriori sette errori non rilevati. Inoltre, Claude ha redatto le prime bozze di due dossier di registrazione, una dei quali completata in sole quattro ore, contro le tre‑mesi richieste per una redazione manuale.
Il progetto Mithril Medicine: verso terapie per rare miopatie
Anthropic ha acquisito Mithril Medicine, una startup unipersonale fondata da Cody Tranbarger, focalizzata su terapie per forme rare di distrofia muscolare. Grazie all’aiuto di Claude, Trentbarger ha coordinato undici laboratori esterni e ha portato un candidato molecolare da concetto a risultati promettenti su modello murino in meno di 18 mesi. Se i dati preclinici saranno confermati, le prime sperimentazioni cliniche potrebbero iniziare entro la fine del 2028.
Anthropic non ha ancora chiarito se condurrà autonomamente tali studi clinici o se collaborerà con grandi case farmaceutiche. Nel settembre precedente, l’azienda aveva dichiarato di non voler avviare trial clinici propri, nonostante la recente apertura di un laboratorio biologico nella Bay Area.
Da fornitore di strumenti a sviluppatore di farmaci
Parallelamente alla collaborazione con partner esterni, Anthropic sta ampliando l’offerta per ricercatori indipendenti, includendo la piattaforma Claude Science e crediti specifici per le scienze della vita. L’accesso ai modelli più potenti, come Claude Fable, è soggetto a filtri di sicurezza che bloccano richieste potenzialmente legate a biotecnologie per armi o a domini sensibili quali virologia, tossicologia e design molecolare.
Nel agosto 2024 è stato introdotto un aggiornamento che riduce l’intervento dei filtri per domande di routine (circa 85 % di riduzione), ma le restrizioni rimangono per le aree critiche. Per superare queste limitazioni, Anthropic ha lanciato a settembre il Life Sciences Verification Program, che garantisce a organizzazioni verificate l’accesso a versioni meno filtrate del modello, ad esempio Mythos 5.1, basato sulla stessa architettura di Fable 5.1 ma con controlli più permissivi.
Verso l’integrazione di hardware e intelligenza artificiale
Un altro ambito di sviluppo è il Model Hardware Standard (MHS), un’interfaccia pensata per consentire a agenti basati su Claude di controllare direttamente apparecchiature di laboratorio e altri sistemi fisici. Un recente esperimento guidato da un ricercatore di Oxford ha dimostrato la fattibilità: un agente Claude‑based ha condotto una chirurgia cerebrale su un topo, scegliendo autonomamente la regione target, i parametri di iniezione e gestendo la strumentazione robotica.
Conclusioni e prospettive future
Le evidenze raccolte finora indicano che Claude può ridurre drasticamente i tempi di sviluppo in più fasi della pipeline farmaceutica: dalla progettazione di sequenze genetiche, al design di anticorpi, fino alla preparazione di documenti regolatori. Tuttavia, la maggior parte dei risultati rimane nella fase preclinica, e le sfide legate alla sicurezza, alla validazione normativa e all’accesso controllato ai modelli più avanzati devono ancora essere superate.
Se le collaborazioni con grandi aziende continueranno a produrre dati positivi, Claude potrebbe diventare un “co‑pilota” standard per i team di ricerca, accelerando l’avvento di terapie innovative e contribuendo a ridurre i costi di sviluppo dei farmaci. L’attuale programma di verifica per le scienze della vita e gli sforzi per integrare AI con hardware di laboratorio rappresentano passi decisivi verso una nuova era di drug discovery guidata dall’intelligenza artificiale.