La classificazione di attività e servizi in ambito NIS2 richiede un’analisi organizzativa completa, che vada oltre la mera comprensione tecnologica. La Direttiva NIS2 estende il campo di applicazione rispetto alla sua predecessrice, coinvolgendo molteplici ambiti chiave all’interno delle aziende, tra cui sanità, energia, infrastrutture critiche, e comunicazioni. Solo una valutazione sistematica dell’applicabilità ai diversi rami operativi può garantire conformità efficace.
Molte organizzazioni, però, tendono a relegare questo processo esclusivamente al reparto ICT, sottovalutando l’importanza di una prospettiva multidisciplinare. Tale approccio limitato espone ad incoerenze nell’implementazione, soprattutto quando la realtà aziendale presenta un mix complesso di attività e forniture. Si rischia quindi di trascurare criticità operative che possono compromettere non solo l’adempimento regolatorio, ma anche la resilienza complessiva dell’azienda.
Un modello operativo in 4 fasi
Per garantire un’inquadramento chiaro e conforme, le aziende possono adottare un modello pratico articolato in quattro passaggi chiave:
- Mappatura dei processi aziendali: identifica e documenta tutti i flussi operativi che influiscono sull’applicabilità NIS2.
- Identificazione delle macro-aree ACN: utilizza le macro-aree definite dalla Direttiva per comprendere chi rientra tra gli operatori essenziali (OEP) e gli operatori vitali (OP).
- Classificazione per ambito: attribuisci a ogni attività una precisa categoria di rilevanza, in base alle disposizioni della Direttiva e ai criteri definiti in sede applicativa.
- Verifica di conformità: rivedi costantemente l’organizzazione aziendale, aggiornando la mappatura e i criteri di applicabilità in base ai cambiamenti organizzativi.
Gli strumenti necessari
Per rendere operativa tale strategia, le imprese hanno bisogno di strumenti e competenze specifiche. Gli strumenti IT, come software di classificazione delle attività, supportano il processo, ma non lo sostituiscono. È fondamentale che siano utilizzati in sinergia con analisi di business, supportate dal management di medio livello.
Esempio concreto
Consideriamo un’azienda operante nel settore dell’approvvigionamento e gestione dell’energia elettrica. Per classificare correttamente l’applicabilità NIS2, essa potrebbe:
- Identificare la propria funzione operativa: fornitura di energia elettrica a utenze finali, gestione di infrastrutture critiche di rete.
- Verificare la collocazione nel contesto ACN (Aree Critiche di Necessità), in base al contesto europeo e nazionale.
- Rivedere i processi operativi, soprattutto quelli che prevedono interazioni transfrontaliere, come la gestione di interconnessioni.
- Definire una governance chiara che coinvolga non solo il reparto IT, ma anche responsabili aziendali e legali.
Questa mappatura permette di riconoscere con precisione i punti di forza e le aree critiche, fornendo una base solida per l’adempimento agli obblighi della Direttiva. Inoltre, facilita la comunicazione con autorità di controllo (come l’ANAC in Italia) e semplifica eventuali audit e revisioni esterne.
Perché coinvolgere il top management
Uno dei rischi principali del processo di classificazione NIS2 è l’eccessivo focus su aspetti tecnologici, con un basso coinvolgimento del management aziendale. Il top management deve assumere un ruolo attivo per:
- Accettare pienamente la responsabilità di conformità.
- Garantire risorse e coordinamento tra reparti diversi.
- Supportare l’implementazione di misure di protezione in base al contesto operativo.
- Coinvolgere in modo efficace risorse esterne, come consulenti legali o esperti di sicurezza.
Un coinvolgimento attivo del top management è essenziale non solo per la conformità iniziale, ma anche per gestire efficacemente i cambiamenti nel tempo.
Conclusioni
La classificazione NIS2 non è un processo univoco, ma piuttosto un lavoro articolato che richiede una combinazione equilibrata tra competenze operative, capacità di analisi e attenzione ai requisiti legali europei. Solo un approccio organizzativo mirato può garantire una gestione efficace e conforme, evitando rischi di non conformità, frammentazione o inefficienza.