Viviamo in un'epoca in cui quasi tutta la nostra vita è documentata online: foto, messaggi, conversazioni e profili. Quando una persona muore, la gestione di questi contenuti digitali diventa un importante compito per i familiari. In molti casi, però, i defunti non avevano pianificato come trattare questa parte della loro esistenza digitale.

Il diritto al "Digitaler Nachlass"

Secondo un importante verdetto del Bundesgerichtshof in Germania del 2018, il contenuto online di una persona è ereditabile. Questo include profili di social media, chat, email e foto private. In altre parole, i familiari ne possono disporre come eredi legittimi. Tuttavia, la gestione di questi dati online presenta diverse sfide legali, tecniche e pratiche.

Le piattaforme digitali dispongono di procedure diverse. Facebook, ad esempio, permette ai familiari di richiedere l'accesso a un profilo dopo la morte dell'utente. Google consente l'autorizzazione di un rappresentante legale per accedere ai dati del defunto attraverso l'account Google. Twitter e Instagram richiedono invece documenti ufficiali per cancellare o accedere a un account.

Le sfide con i social media

I profili di Social Media rappresentano una parte importante del “bene digitale”, ma sono spesso soggetti a regole diverse in base alla piattaforma. Facebook ha un programma chiamato "Legacy Contact" che permette agli utenti di designare una persona fidata per gestire il loro profilo dopo la morte. Questa funzione permette di cancellare il profilo o di trasformarlo in una pagina memorial. Altri social network non offrono una funzionalità così semplificata.

Che succede se la persona non aveva impostato nessuna di queste funzioni? I parenti spesso si ritrovano a dover richiedere l'accesso contattando il servizio clienti, fornendo documenti ufficiali, e in alcuni casi, attendendo settimane o addirittura mesi per ottenere un accesso limitato o la sospensione dell'account.

Prepararsi in anticipo

Il modo migliore per gestire in maniera semplice e legale i propri contenuti digitali dopo la morte è pianificarli in vita. È possibile creare un documento digitale con tutte le credenziali, le password e istruzioni chiare su come gestire i vari account. Questo documento può essere conservato cifrato in un dispositivo sicuro o affidato a un notaio.

Alcune piattaforme permettono di preimpostare l'eliminazione automatica dell'account dopo un periodo di inattività o dopo la morte dell'utente. Questo tipo di disposizione legale è spesso chiamata "delete myself account". Per le persone sensibili alla privacy, l’opzione di cancellare i propri dati online o trasferirli in mano a una persona fidata potrebbe essere la scelta più appropriata.

Istruzioni utili per i familiari

Famiglie in cerca di risposte

Molte persone si trovano in una difficile situazione quando non hanno un piano chiaro per il proprio “patrimonio digitale”. Alcuni esempi reali mostrano quanto il caos possa diventare grande: una figlia non riesce a contattare Facebook per accedere a un account bloccato, oppure i familiari di un amico volevano cancellare le sue foto online ma si sono bloccati in complicate richieste legali e formulari.

Un piano dettagliato, fatto in tempo, potrebbe alleviare molto il carico emotivo e procedurale che spesso accompagna una perdita. Si parla di una “gestione della morte digitale” che richiede attenzione, consapevolezza, e spesso l'aiuto di un consulente legale o di un esperto nella privacy digitale.

In sintesi

Il tema della gestione del bene digitale non deve essere trascurato. Come qualsiasi patrimonio, anche i contenuti online meritano una pianificazione chiara, una volontà espressa legalmente e un piano condiviso con persone fidate. Le piattaforme social stanno migliorando, ma spesso non è sufficiente. L’azione più importante spetta all’utente.