La Corte Suprema di Giustizia tedesca (BGH) ha affermato che anche i messaggi di chat provenienti da dispositivi criptati, come i Krypto-telefoni, possono essere utilizzati come prove legali. Questa decisione è intervenuta nell’ambito di un caso in cui le conversazioni da parte della piattaforma Anom, offerta dal governo statunitense, hanno giocato un ruolo centrale. L’FBI ha distribuito questi dispositivi in ambienti criminali promettendo una protezione assoluta, ma in realtà ha potuto decrittare ed utilizzare i messaggi per le sue indagini. I dati ottenuti sono stati successivamente consegnati, tramite richiesta di aiuto giudiziario, alle autorità tedesche.
Una decisione del giudice di primo grado, il Tribunale di Fulda, aveva sostenuto che queste conversazioni non potevano essere utilizzate come prove giuridicamente rilevanti. I difensori avevano argomentato che, poiché l’FBI non aveva reso pubblici i motivi legali delle loro indagini né il giudice estero coinvolto, non era possibile stabilire la legalità della raccolta dati da parte delle autorità tedesche. La Corte Suprema tedesca ha, però, annullato parte della sentenza del tribunale di primo grado per questioni legali specifiche.
Contesto delle indagini Anom
I giudici tedeschi hanno ribadito che, anche in assenza di informazioni complete sulle misure investigative estere, e senza la possibilità di contestare le prime azioni di spiatura, non vi è un divieto generale sull’utilizzo di queste prove. Questa decisione conferma la linea precedentemente stabilita della giurisprudenza tedesca, riconosciuta anche dalla Corte Costituzionale. La questione principale era relativa alla natura dell'operazione Anom: l’FBI aveva creato una propria piattaforma di comunicazione in risposta a un’altra impresa simile e aveva spedito tali dispositivi in ambienti criminali. Gli utenti credevano di utilizzare dispositivi protetti, ma in realtà l’FBI aveva a sua volta accesso alla decrittazione.
Decisione del BGH
Secondo la Corte Suprema gioca un ruolo decisivo, per la legalità e l’uso della prova, il fatto che i dati siano correttamente integrati e valutati nel processo legale tedesco. Questo significa, ad esempio, che i giudici dovevano esaminare le trascrizioni delle conversazioni, l'analisi degli esperti e l'identificazione degli utenti. Per quanto riguarda le critiche sull’eventuale frode a carico degli Stati esteri coinvolti, come il Lituania, i giudici hanno rifiutato di valutare nuovi fatti in sede di ricorso e riconfermato che tale valutazione deve essere avanzata dal giudice competente.
Perspectiva legale e future implicazioni
In base a questa decisione, i legali tedeschi non potranno in generale rifiutare la ricezione di dati derivati da dispositivi Anom. Tuttavia, la decisione non esclude la possibilità di contestare casi specifici dove vi siano forti indicazioni di frodi o violazioni gravi. Se ci fossero prove di frodi, o di malfunzionamenti nel processo legale relativo alla distribuzione di tali dispositivi, ci sarebbero effetti concreti sull'uso giudiziario delle chat. Gli esperti indicano che i legali dovranno concentrarsi su argomentazioni particolari, come la corretta attribuzione di un chat a una persona specifica, piuttosto che su lamentele generali.