Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione Tecnologica, ha ribadito l’urgenza di una politica industriale per il settore delle telecomunicazioni che integri le tecnologie emergenti, come l’edge cloud computing, l’Intelligenza Artificiale e il quantum computing. Nell’ambito dell’apertura dei lavori di Telco per l'Italia, edizione 2026, Butti ha espresso il suo punto di vista su come potenziare la competitività del mercato italiano e europeo.

Un piano per il settore Tlc

Le politiche industriali, ha detto Butti, non possono prescindere da una strategia di sviluppo basata su infrastrutture moderne e avanzate. L’edge computing, in particolare, permette di ridurre i tempi di risposta e di ottimizzare l’elaborazione dati vicino al loro origine, favorendo il pieno sfruttamento delle tecnologie emergenti come la robotica autonoma e la visione artificiale in contesti industriali. “L’architettura digitale deve permettere di far convergere tutti i mercati dell’ecosistema Internet, per sostenere la produttività del Paese e il rilancio dell’economia”, ha dichiarato.

Priorità: infrastrutture e investimenti

Per raggiungere questi obiettivi, Butti ha ribadito che è fondamentale investire in infrastrutture di rete ad alta velocità, in particolare nel 5G Standalone. L’Italia oggi si trova ancora in ritardo rispetto a Paesi vicini che hanno già completato la sua implementazione. Secondo il sottosegretario, colmare questo gap tecnologico è prioritario per non perdere competitività tecnologica e produttiva.

Lo scenario internazionale

L’apprendimento automatico e la capacità di svolgere compiti industriali autonomi stanno cambiando le regole del gioco a livello globale. In contesti come il manufacturing e il settore logistico, l’uso di robot dotati di capacità operative autonome e di elaborazione dati in tempo reale sta creando nuovi modelli di efficienza. L’Italia ha le competenze, ma ne manca la struttura digitale per sfruttarle al meglio.

I vantaggi dell’edge computing

Il modello di edge computing permette di ridurre la dipendenza dal cloud tradizionale, portando i dati laddove vengono prodotti. Questo risulta cruciale in settori dove i tempi di reazione contano: automazione, controllo di macchinari, smart mobility, IoT. L’interconnessione tra dispositivi, sensori, reti e dati sta trasformando il concetto di digitalizzazione.

Esempi di applicazione

Come esempio tangibile, Butti ha citato il caso dell’automotive italiano, dove l’utilizzo di reti 5G ultra-affidabili e edge computing ha permesso sperimentazioni avanzate in ambiente di produzione su robot collaborativi. Altro esempio è stato il settore energetico, dove il cloud edge ha contribuito al monitoraggio in tempo reale di impianti fotovoltaici e rete elettrica intelligente.

Il ruolo del governo

Il governo italiano, ha sottolineato Butti, deve svolgere un ruolo attivo come catalizzatore di queste iniziative. L’obiettivo è creare una rete di competenze e investimenti che coinvolgano aziende, accademia e istituzioni europee. “Serve un piano industriale nazionale che integri risorse e sperimentazione”, ha dichiarato, sostenendo l’importanza di una cooperazione cross-settoriale.

Investire in un futuro sostenibile

Butti ha inoltre espresso l’importanza di abbinare tecnologie di frontiera a obiettivi di sostenibilità. L’uso di reti 5G con basso consumo energetico, la decentralizzazione dei dati e l’ottimizzazione della mobilità digitale sono passaggi fondamentali per raggiungere l’efficienza operativa desiderata senza compromettere l’ambiente.

Conclusioni

Secondo il sottosegretario, l’Italia può ambire a diventare un leader tecnologico in Europa, ma deve fare di più per sviluppare infrastrutture, tecnologie e una governance che favoriscano la crescita. “Il 2026 e i prossimi anni saranno decisivi. Dobbiamo investire nel futuro, partendo dal presente”, ha concluso Butti durante l’edizione 2026 de Telco per l’Italia.