Contesto normativo e avvio dell’inchiesta

Il 21 ottobre 2026 la Commissione europea ha aperto una procedura formale contro Booking.com, una delle più grandi piattaforme di prenotazione online al mondo. L’obiettivo è accertare se la società rispetti il Digital Services Act (DSA), il nuovo regolamento europeo che impone obblighi stringenti alle cosiddette “very large online platforms” (VLOP). Booking.com è stata classificata come VLOP sin da aprile 2023, il che la rende soggetta alle disposizioni più severe del DSA, comprese quelle relative alla valutazione dei rischi, alla trasparenza pubblicitaria e alla protezione dei dati personali.

L’avvio della procedura non implica alcuna conclusione preliminare, ma segnala l’intenzione delle autorità di verificare la conformità della piattaforma a tre ambiti critici: annunci fraudolenti, truffe di phishing e trasparenza delle inserzioni a pagamento.

Primo ambito: offerte di alloggio inesistenti e usurpazione d’identità

L’indagine si concentra inizialmente su:

Secondo gli articoli 34 e 35 del DSA, Booking.com deve valutare correttamente questi rischi e adottare misure efficaci per ridurli. La Commissione verificherà se la piattaforma dispone di sistemi di monitoraggio automatizzati, di processi di verifica dell’identità dei fornitori e di procedure di rimozione rapida dei contenuti illeciti.

Misure richieste

Tra le possibili misure richieste vi sono:

Secondo ambito: phishing e protezione dei dati dei viaggiatori

Il secondo punto dell’inchiesta riguarda le truffe di phishing che sfruttano le informazioni di prenotazione dei viaggiatori per ottenere pagamenti fraudolenti. Gli investigatori europei esamineranno:

Il DSA richiede che le piattaforme garantiscano la sicurezza dei dati personali e che adottino misure preventive contro l’uso improprio delle informazioni da parte di terzi.

Azioni di mitigazione

Le autorità potrebbero richiedere a Booking.com di:

Terzo ambito: trasparenza delle inserzioni a pagamento

L’ultimo tema riguarda la “visibilità pagata”. Gli host possono pagare commissioni più elevate per apparire in posizioni privilegiate nei risultati di ricerca. La Commissione vuole accertare che tali inserzioni siano:

La mancanza di trasparenza può indurre gli utenti a credere che le offerte siano organiche, violando i principi di correttezza e informazione del consumatore.

Requisiti di trasparenza

Le possibili prescrizioni includono:

Procedura, cooperazione e possibili sanzioni

L’avvio della procedura formale segue l’analisi dei “risk assessment reports” di Booking.com e le richieste di informazioni inviate nel settembre 2025 e nel maggio 2026. La Commissione collabora con l’Autorità olandese per la protezione dei consumatori e dei mercati (ACM) per raccogliere prove e valutare le pratiche della piattaforma.

Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo della Commissione, ha dichiarato: “I cittadini europei devono poter prenotare le proprie vacanze senza temere di essere truffati”. La dichiarazione sottolinea l’impegno dell’UE a garantire la sicurezza dei consumatori nel mercato digitale.

Booking.com, contattata da Reuters, ha confermato di collaborare “in modo costruttivo” con le autorità. L’azienda ha ribadito che la sicurezza, la fiducia e la protezione dei dati personali sono priorità strategiche e ha promesso di lavorare con governi, regolatori, forze dell’ordine e partner del settore per combattere la cyber‑criminalità e la frode online.

Possibili conseguenze economiche

Se la Commissione dovesse accertare una violazione del DSA, Booking.com rischia una multa fino al 6 % del fatturato annuo globale. Tale sanzione rappresenterebbe una delle più elevate mai imposte in ambito digitale, con l’obiettivo di incentivare le piattaforme a conformarsi rapidamente alle nuove regole.

Oltre alla multa, la Commissione può imporre misure provvisorie, richiedere ulteriori prove, emettere una decisione di non conformità o accettare impegni volontari da parte della piattaforma per correggere le carenze riscontrate.

Impatto sul mercato e sui consumatori europei

L’inchiesta su Booking.com è parte di una più ampia campagna dell’UE volta a rafforzare la responsabilità delle grandi piattaforme digitali. Altri casi recenti includono indagini su social media, marketplace e servizi di streaming, tutti soggetti al DSA.

Per i consumatori, una maggiore trasparenza e una più rigorosa protezione dei dati potrebbero tradursi in:

Le aziende del settore turistico dovranno adeguarsi a standard più elevati, investendo in tecnologie di verifica, sistemi di sicurezza e pratiche di comunicazione più trasparenti.

Conclusioni

L’avvio della procedura contro Booking.com segna un punto di svolta nella regolamentazione europea delle piattaforme digitali. La combinazione di valutazione dei rischi, protezione dei dati e trasparenza pubblicitaria è al centro del DSA e rappresenta un modello di riferimento per il futuro del commercio online.

Resta da vedere quali impegni o correzioni Booking.com adotterà per allinearsi alle richieste della Commissione. Nel frattempo, i consumatori europei possono attendersi un mercato più sicuro, ma dovranno continuare a esercitare cautela e a segnalare eventuali pratiche sospette.