Contesto e obiettivi dell’indagine

Bitkom, l’associazione tedesca per le tecnologie digitali, ha condotto una ricerca telefonica su 501 docenti delle scuole secondarie I e II. L’intervista è stata effettuata nelle settimane di calendario 22‑26, ovvero dalla fine di maggio alla fine di giugno 2026, e ha coinvolto istituti di vario tipo: Hauptschulen, Realschulen, Gymnasien, scuole integrative, Waldorf e scuole con più percorsi formativi.

L’obiettivo principale era valutare l’autopercezione delle competenze digitali dei docenti e raccogliere le loro preferenze in materia di formazione continua.

Autovalutazione delle competenze digitali

Secondo i risultati, il 64 % degli insegnanti giudica le proprie capacità di insegnare in modalità digitale come “buone” (48 %) o “molto buone” (16 %). Questo dato supera di molto la precedente indagine, svolta tra giugno e agosto 2024, in cui solo il 53 % si era collocato nella stessa fascia (44 % “buone”, 9 % “molto buone”).

La media delle valutazioni è passata da una “voto” di 2,5 nel 2024 a 2,3 nel 2026, su una scala scolastica tedesca dove 1 è eccellente e 6 insufficiente. Tuttavia, la percezione degli studenti differisce: una ricerca di primavera 2025 ha mostrato che gli alunni attribuiscono una media di 2,9 alle competenze digitali dei loro insegnanti.

Timori e insicurezze

Nonostante il miglioramento auto‑riferito, il 32 % dei docenti teme di non riuscire a tenere il passo con il ritmo di sviluppo delle tecnologie digitali. Questa preoccupazione è condivisa sia dai più giovani (sotto i 30 anni) sia dai più anziani (oltre i 61 anni).

Il timore è particolarmente marcato tra gli insegnanti di età compresa tra 41 e 60 anni, che spesso percepiscono gli alunni come più esperti nell’uso delle nuove tecnologie. In media, il 21 % di questa fascia d’età si sente “spesso insicuro” per questo motivo.

Domanda di formazioni obbligatorie

Il dato più significativo è la richiesta di formazione obbligatoria: il 78 % degli insegnanti desidera corsi regolari e vincolanti su temi digitali. La richiesta è più forte tra i docenti tra 41 e 60 anni, che combinano una percezione di carenza con la volontà di colmare il divario.

Ralf Wintergerst, presidente di Bitkom, interpreta questi risultati come un chiaro mandato per la formazione continua: “Con l’introduzione dell’intelligenza artificiale e di nuove applicazioni, il metodo di insegnamento cambia rapidamente. Non basta che un piccolo gruppo si aggiorni; la formazione deve diventare la regola, con proposte pratiche e tempi dedicati”.

Preferenze specifiche per i contenuti formativi

Quando è stato chiesto quali argomenti i docenti vorrebbero approfondire, le risposte hanno evidenziato priorità ben distinte:

Queste percentuali mostrano una tendenza verso temi di carattere normativo e pedagogico, piuttosto che puramente tecnici.

Differenze generazionali nelle esigenze formative

Il 16 % dei partecipanti ha dichiarato di non volere alcuna formazione su temi digitali. Questo gruppo è composto prevalentemente da insegnanti più giovani (20‑40 anni) e, in misura minore, da docenti sopra i 61 anni. La risposta suggerisce che i cosiddetti “digital natives”, già abituati a utilizzare tecnologie nella vita quotidiana, possano percepire le offerte formative tradizionali come poco stimolanti o superflue.

Al contrario, gli insegnanti più anziani manifestano un forte interesse per la protezione online, le app educative e l’intelligenza artificiale, mentre i giovani preferiscono approfondire le basi tecniche, la pedagogia digitale e gli aspetti legati al diritto d’autore.

Richiamo alla formazione continua

Wintergerst avverte contro l’errore di considerare le competenze digitali come un traguardo statico: “La competenza digitale non è qualcosa che si acquisisce una volta per tutte e poi rimane invariata. È fondamentale che gli insegnanti abbiano la possibilità di aggiornarsi in modo semplice e costante, sperimentando nuove applicazioni”.

In questo contesto, la proposta di Bitkom è di inserire le competenze digitali in modo vincolante nei percorsi universitari, nel tirocinio didattico (Referendariat) e nella formazione professionale continua.

Conclusioni e implicazioni per la politica educativa

I risultati dell’indagine confermano che, nonostante una percezione migliorata delle proprie abilità, gli insegnanti tedeschi sentono ancora la necessità di supporto strutturato. La maggioranza richiede corsi obbligatori, con contenuti che vanno dal cybersicurezza alla pedagogia digitale, fino all’uso responsabile dell’intelligenza artificiale.

Le autorità educative dovranno dunque tradurre questi desideri in politiche concrete, destinando risorse adeguate, creando programmi di formazione pratici e garantendo tempi dedicati durante l’anno scolastico. Solo così sarà possibile colmare il divario tra le aspettative degli insegnanti e le esigenze di una generazione di studenti sempre più immersa nel digitale.