Dall’analogico all’era digitale, la sovranità non è mai stata solo una questione di confini o di politica estera. Oggi, come spiega l'ex direttore generale di Acn, Massimo Baldoni, essa si misura attraverso la capacità di controllare l'intero stack tecnologico – il cosiddetto “macchinario” che va dal livello della ricerca di base, passa per la definizione degli standard tecnologici, e si concretizza nella produzione e distribuzione di componenti critici. In questo scenario, Usa e Cina si trovano in una relazione complessa, mescolando competizione economica e collaborazione commerciale.

Baldoni, intervistato di recente sull’evoluzione dei mercati tecnologici, ha chiarito che il cosiddetto “nuovo ordine multipolare” non riguarda solo le grandi potenze emergenti o la cooperazione transcontinentale tra Europa e India (due blocchi con crescente influenza digitale), ma ha radici nel controllo fisico della supply chain. Questa idea si esprime concretamente nell’industria dei semiconduttori o nel settore dei materiali critici, dove le tensioni geopolitiche si concretizzano in interruzioni di forniture e in una lotta per posizionare prodotti e infrastrutture in modo vantaggioso.

Chi detiene la tecnologia, detiene il futuro

Il “stack tecnologico” rappresenta, in pratica, l'intero arco che va dal software alla sua implementazione hardware. Questo include, ad esempio:

Chi riesce a controllare questa catena, ha un vantaggio significativo non solo in termini di mercato, ma anche di sicurezza. Ecco perché l’ex alto dirigente di Acn sottolinea con forza che il conflitto tra Usa e Cina non è solo politico o economico, ma è un conflitto industriale.

Cina e Usa: un rapporto di tensione e complementarità

Sebbene Usa e Cina siano spesso descritti come blocchi antagonistici, il loro rapporto non manca di complessità. Negli ultimi anni, si è osservato un aumento significativo delle esportazioni cinesi di prodotti tecnologici (da smartphone a macchine automatiche) verso il mercato statunitense. E questo nonostante restrizioni e contromisure reciproche, per cui entrambi gli attori cercano di ridurre la propria dipendenza.

La Cina, forte della sua catena produttiva, ha conquistato il primato in molte aree ad alto contenuto tecnologico, come la 5G oppure l’industria dei droni e dei dispositivi IoT. Per il mercato Usa, invece, il vantaggio sta nei settori del cloud computing, dell’edge computing e nella leadership di aziende come Microsoft, Apple e Intel.

Queste differenze di specializzazione rendono i due Paesi “rivali naturali” nello spettro digitale, ma anche dipendenti l’uno dall’altro in termini di componenti e manifattura. Non è raro trovare aziende Usa che importano macchinari in Cina per assemblaggio e successiva esportazione.

Il ruolo dell’Europa nella prossima transizione tecnologica

Il messaggio chiave di Baldoni riguarda l'Europa, spesso vista come terza forza in questa equazione. Secondo lui, il ruolo europeo potrebbe essere cruciale in vista di una transizione economica e digitale sostenibile. Ma per farlo, è indispensabile creare una supply chain indipendente e una capacità industriale di progettazione digitale.

Chiave di volta:

Secondo Baldoni, questa transizione non sarà lineare o veloce, e richiederà anni per consolidarsi, soprattutto se si pensa all’impatto che avranno tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale generativa e l’Internet of Services del futuro.

Conclusioni: Sovranità digitale e rischi connessi

Baldoni conclude sottolineando che l’Europa non può permettersi di restare fuori da questa “battaglia tecnologica” se non vuole rimanere sempre dipendente da altre aree del mondo. La sovranità, quindi, non è un obiettivo astratto: essa necessita di strategie attive, politiche industriali forti e una visione comunitaria capace di coordinare le decisioni di Paesi con interessi differenti.

Il mondo sta attraversando un momento decisivo per la sua architettura digitale. L’Europa non può permettersi né di essere passiva, né di replicare semplicemente il modello Usa o Cinese. Serve un approccio diverso, fondato su tecnologia aperta, collaborazione trans-nazionale ed autonomia industriale. Questo è il messaggio chiave di un’analisi attuale e di un futuro che si sta costruendo.