Attivazione degli AI Overview: lezioni dall'analisi di BrightEdge

Google sta attuando una riorganizzazione massiccia dell'apparizione dei suoi «AI Overviews» nei risultati di ricerca, con un impatto particolarmente evidente sulle query relative allo shopping. Le nuove informazioni condivise da BrightEdge rivelano una strategia decisamente più selettiva, orientata a supportare i consumatori nelle fasi di ricerca e comparazione. Questa analisi approfondita offre insegnamenti cruciali per comprendere l'evoluzione di questi strumenti e come sfruttarli al meglio.

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Un riposizionamento deciso dell'attivazione degli AI Overview sulle query di shopping

Lo studio di BrightEdge mette in luce un fenomeno di grande interesse: Google non sembra più intenzionato a mostrare i suoi risultati arricchiti ovunque, ma solo laddove questi apportano un valore informativo reale. Questa rappresenta una chiara rottura rispetto al 2024, quando questi blocchi apparivano con molta più frequenza e, talvolta, senza una logica immediatamente percepibile. Nel 2025, i test condotti da Google mostrano, al contrario, una volontà precisa di controllare l'esposizione di questi strumenti e di evitare di interferire negativamente con la fase d'acquisto del consumatore. L'obiettivo è chiaro: integrare l'intelligenza artificiale in modo utile, senza ostacolare il percorso decisionale dell'utente.

Una presenza molto fluttuante…

Image 2: Percentage of eCommerce with AIO – Early Sept → Peak → October

Tra il 1° settembre e il 15 ottobre 2025, BrightEdge ha osservato un andamento molto interessante nell'attivazione degli AI Overviews: inizialmente si è registrato un livello "normale" di circa il 9% delle query coperte. Successivamente, si è verificato un balzo improvviso al 26% il 18 settembre, seguito da un rapido ritorno al 9%. Questa oscillazione corrisponde a ciò che BrightEdge definisce una forte volatilità delle citazioni, indicando che Google testa massicciamente le funzionalità, le ritira bruscamente e poi le stabilizza in base ai risultati. L'analisi di BrightEdge evidenzia che, in realtà, questa volatilità maschera una logica relativamente stabile e mirata: Google intende assistere gli utenti durante la fase di ricerca e informazione, per poi ritirarsi durante la fase di acquisto diretto. Questa dinamica spiega i picchi improvvisi seguiti da un ritiro: Google sta costantemente affinando i suoi criteri di qualità e le sue soglie di visualizzazione in base ai comportamenti degli utenti rilevati in tempo reale, per assicurare che gli AI Overview siano sempre pertinenti e utili.

Perché Google mantiene solo il 30% delle query identificate durante il picco di attivazione degli AI Overview?

Lo studio rivela che Google ha eliminato ben il 57% delle query che mostravano un AI Overview al momento del picco di attivazione, un ritiro decisamente più massiccio rispetto alla diminuzione del 5,6% osservata nel 2024. Questo dato è particolarmente significativo: Google utilizzerebbe questa tecnica per identificare con precisione le query in cui gli AI Overviews non aggiungono valore o addirittura disturbano l'esperienza di navigazione dell'utente. Un altro cambiamento degno di nota riguarda le query mantenute: Google ora conserva la visualizzazione degli AI Overview su quelle a più alto volume di ricerca medio (13.700 rispetto a una media di 12.800 per quelle eliminate). Nella sua strategia per il 2025, Google sembra dunque privilegiare l'attivazione su quelle query che generano il maggiore impatto complessivo, concentrando le risorse dell'IA dove possono essere più efficaci.

Le query privilegiate da Google per attivare gli aperçus IA

Secondo l'analisi di BrightEdge, le query per le quali gli AI Overview vengono mantenuti sono quelle in cui l'utente cerca attivamente di:

In termini concreti, query come «migliore TV per giocare», «Sony vs LG» o «come scegliere un microonde» continuano a innescare gli AI Overview. Si stima che il 26,3% delle query mantenute siano, in effetti, query di "valutazione" o di comparazione, rappresentando il fulcro della strategia di Google. Al contrario, vengono sistematicamente ritirate le query relative a:

Lo studio riassume questa constatazione in modo chiaro: gli AI Overviews aiutano gli utenti a comprendere e scegliere, ma non a effettuare direttamente l'acquisto. La loro funzione è informativa e di supporto alla decisione, non transazionale.

Disparità significative a seconda delle categorie di prodotti

BrightEdge evidenzia che alcuni settori resistono particolarmente bene a questa "pulizia" degli AI Overview, proprio perché la spiegazione testuale offerta dall'IA si rivela estremamente utile per l'utente. Questi settori includono:

Lo studio conferma che queste categorie sono le più "resilienti": sono quelle in cui Google è certo che l'utente abbia bisogno di contesto, dettagli tecnici o istruzioni d'uso approfondite per prendere una decisione informata. Al contrario, gli universi molto visivi, come i mobili, l'arredamento per la casa o la moda, sono ampiamente esclusi dagli AI Overview. Questo punto è essenziale per comprendere appieno il meccanismo di attivazione degli AI Overview: Google non mostra questi blocchi per un mero effetto estetico, ma per completare e arricchire una riflessione dell'utente. Se la riflessione non richiede un'assistenza testuale dettagliata, come nel caso di prodotti che si valutano principalmente con l'occhio, gli AI Overview non vengono mostrati, lasciando spazio a risultati più visivi e diretti.

Un calendario stagionale molto chiaro da anticipare?

BrightEdge mette in evidenza una forte correlazione tra l'attivazione degli AI Overview e il periodo degli acquisti di fine anno. L'analisi conferma che novembre è la finestra temporale in cui Google aiuta attivamente gli utenti a orientarsi, fornendo un maggior numero di AI Overview. Questo si spiega con l'intensificarsi delle ricerche e delle comparazioni in vista del Black Friday e del periodo natalizio. Dicembre, d'altra parte, rimane in gran parte riservato all'atto di acquisto, privilegiando quindi le pagine prodotto e gli annunci a pagamento, con un ritiro più significativo degli AI Overview. Questo suggerisce che Google riconosce la natura più transazionale delle ricerche in prossimità delle festività.

Un altro insegnamento chiave è che Google sembra riprodurre questo schema ogni anno. Nonostante una volatilità molto elevata (solo il 18% delle query sono comuni con il 2024, indicando un continuo affinamento e test), la logica stagionale di attivazione e ritiro degli AI Overview rimane stabile. Ciò fornisce ai professionisti del marketing digitale un modello prevedibile su cui basare le proprie strategie.

Come i professionisti possono trarre vantaggio da questi nuovi dati?

Ecco come trasformare questi insegnamenti in azioni concrete, anche per chi è alle prime armi nel SEO o nella creazione di contenuti.

1. Rafforzare le pagine di «comparazione» e «guida»

Lo studio lo ribadisce più volte: sono i contenuti più propensi a essere ripresi e mostrati negli AI Overview. BrightEdge raccomanda esplicitamente di produrre o rafforzare questi contenuti già a novembre, poiché è il mese in cui gli internauti sono più attivamente impegnati nella fase di comprensione e comparazione dei prodotti. Investire in contenuti che spiegano le differenze tra prodotti, le loro funzionalità, i pro e i contro, e come scegliere la migliore opzione per specifiche esigenze, è una strategia vincente.

2. Strutturare i contenuti per essere compresi facilmente

Le analisi mostrano che Google privilegia i contenuti che offrono:

Se state iniziando, considerate l'integrazione di brevi tabelle comparative nei vostri articoli: sono estremamente facili da leggere, facili da comprendere per gli utenti e, cosa fondamentale, Google può estrarne l'essenziale per alimentare i suoi AI Overview. La chiarezza e la leggibilità sono parametri chiave per l'ottimizzazione.

3. Mantenere il controllo sulle query transazionali

Lo studio conferma che le query di natura transazionale (quelle che portano direttamente all'acquisto) rimangono interamente nel dominio del SEO classico e dei risultati sponsorizzati. Per la vostra attività, questa è un'ottima notizia: la conversione non si gioca all'interno degli AI Overviews. Ciò significa che potete continuare a concentrare gli sforzi SEO tradizionali e le campagne pubblicitarie sulle pagine di prodotto, sui carrelli e sulle offerte, sapendo che l'IA di Google è orientata a supportare la fase precedente del percorso del cliente, quella decisionale e informativa. Questo chiarisce la divisione dei compiti tra intelligenza artificiale generativa e i meccanismi di ricerca tradizionali, permettendo ai professionisti di ottimizzare le proprie strategie con maggiore precisione.

Per eventuali commenti o ulteriori informazioni, è possibile contattare l'esperto Benjamin Beinard.