Un attacco coordinato ai pilastri dell'infrastruttura digitale russa

Tra l'8 e l'11 ottobre 2026 si è verificata una sequenza di attacchi che ha colpito profondamente l'infrastruttura tecnologica della Russia. Tre data center di Yandex, il gruppo russo che la stampa internazionale definisce comunemente "il Google della Russia", sono stati bersagliati da droni in poco più di 72 ore. I siti interessati erano distribuiti geograficamente in tre regioni diverse: Sasovo nella regione di Rjazan a sud-est di Mosca, Kaluga a sud-ovest della capitale, e Vladimir a est di Mosca. L'azienda ha confermato ufficialmente danni o sospensione delle attività su tutti e tre i siti, sebbene non abbia indicato direttamente chi abbia lanciato i velivoli. Tuttavia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di risposte "speculari" agli attacchi russi contro i data center ucraini, suggerendo implicitamente una responsabilità di Kyiv senza fornire dettagli espliciti.

La cronologia precisa degli attacchi

La sequenza degli attacchi è breve e le fonti concordano sulle date con una sola discrepanza riguardante il giorno dell'attacco a Kaluga. La ricostruzione temporale documenta un piano coordinato di colpi mirati all'infrastruttura critica di Yandex.

L'impatto immediato sui servizi agli utenti

L'effetto degli attacchi si è manifestato immediatamente al di fuori dei server e ha colpito milioni di utenti in tutta la regione e oltre. Alice, l'assistente vocale e chatbot di Yandex, ha cominciato a rispondere con ritardi significativi e intermittenze. Il cloud ha perso servizi critici e in decine di città russe, così come in Kazakistan, Bielorussia e Armenia secondo il sito indipendente Astra, non era possibile ordinare un taxi o accedere a servizi bancari essenziali.

Il 9 ottobre il team di Alice ha avvisato su Telegram che l'assistente poteva rispondere in ritardo e a intermittenza. Nella chat con Alice AI alcune funzioni risultavano temporaneamente non disponibili e le risposte arrivavano più lente del solito. Sugli smart speaker comparivano lunghe pause prima della risposta e qualche dispositivo di casa connessa poteva comportarsi in modo instabile. L'azienda non ha fornito tempi di ripristino e, secondo il Moscow Times, si è accordata con VK Cloud, Selectel e K2Cloud per accelerare il trasferimento dei dati e dei servizi dei clienti su infrastrutture alternative.

Cosa ospitavano questi siti oltre ai server ordinari

Yandex gestisce il motore di ricerca più utilizzato in Russia, oltre a servizi di taxi, mappe, posta elettronica e soluzioni cloud complesse. L'azienda opera sotto l'attenta sorveglianza del governo russo, come nota Al Jazeera nei suoi rapporti. Non si tratta di semplici guasti da data center di routine, poiché in questi siti gira anche la parte di calcolo con cui l'azienda sviluppa i propri modelli di intelligenza artificiale di nuova generazione.

Il sito di Sasovo, il primo ad andare giù, ospita decine di migliaia di server secondo la dichiarazione di Yandex riportata da Reuters. Nel 2021 la stessa azienda aveva pubblicamente dichiarato che lì stavano due dei suoi tre supercomputer basati su chip Nvidia A100 di ultima generazione; tuttavia, oggi l'azienda si rifiuta di precisare se siano stati danneggiati dagli attacchi. Sul recupero delle apparecchiature Yandex ha affermato di non poter ancora confermare che sia possibile ripristinarle. Questa incertezza riguardante i supercomputer rappresenta una questione cruciale, poiché la perdita permanente di queste risorse avrebbe implicazioni significative per la capacità di ricerca e sviluppo dell'azienda nel campo dell'intelligenza artificiale.

Il crollo del traffico e cosa dice davvero Cloudflare

Un dato che ha fatto rapidamente il giro dei social media è stato il crollo del traffico misurato da Cloudflare. Secondo Tom's Hardware, che cita Cloudflare Radar, il traffico di bot proveniente dalla rete Yandex è sceso allo 0,4% del massimo di richieste HTTP registrato nelle due settimane precedenti gli attacchi. Il primo calo significativo, pari a circa il 57%, è stato registrato l'8 ottobre, immediatamente dopo l'attacco a Sasovo. La rete di monitoraggio NetBlocks, sempre secondo lo stesso articolo, ha misurato per conto suo un traffico di Yandex Cloud al 30% e di Yandex LLC al 63% della norma.

Tuttavia, la misura è reale ma l'interpretazione che circola nei media e sui social è spesso scorretta e fuorviante. Cloudflare Radar monitora le richieste che arrivano ai siti serviti dalla propria rete di distribuzione dei contenuti, ma non fornisce una misura diretta di campagne di disinformazione o propaganda. La parola "bot" non viene definita nei rapporti diffusi e viene spesso interpretata erroneamente come sinonimo di attività di propaganda organizzata.

In realtà, è altamente plausibile che il traffico automatico in uscita da un colosso come Yandex sia in buona parte costituito dai crawler del motore di ricerca, che la documentazione stessa di Cloudflare classifica come "YandexBot" tra i bot verificati e legittimi, oltre alle automazioni dei clienti del cloud che utilizzano l'infrastruttura di Yandex per le loro operazioni quotidiane. Con i siti fermi o danneggiati, un calo di quella portata è atteso a prescindere da chi ci sia dietro le richieste HTTP.

Il calo di traffico documenta, di fatto, un danno all'infrastruttura di Yandex. Tuttavia, non permette di concludere in modo definitivo che una rete di propaganda sia stata spenta, perché gli operatori di campagne coordinate possono facilmente spostare i carichi su altri fornitori di servizi cloud o su altri siti e server. Un calo temporaneo di traffico da una sola rete non dimostra nulla sulle campagne coordinate di disinformazione nel lungo termine.

Il contesto più ampio della guerra delle infrastrutture dati

Gli attacchi a Yandex si inscrivono nella cornice di una guerra delle infrastrutture dati che dura da settembre 2026. La Russia ha condotto una campagna sistematica di attacchi contro diversi data center e impianti di telecomunicazioni ucraini, compresi obiettivi strategici nel centro di Kyiv. Un attacco russo del 23 settembre ha tolto la connessione a circa 100.000 famiglie di Kyiv e dei suoi dintorni, secondo quanto riportato da The Record.

Kyiv, dal canto suo, mantiene un atteggiamento di cautela sui dettagli operativi. Dopo l'attacco di Sasovo il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che "rispondiamo sempre in modo speculare" e che l'Ucraina sta replicando ai bombardamenti sui propri data center, senza fornire dettagli specifici sull'attribuzione degli attacchi. Per il sito di Vladimir, a conti fatti, né Euronews né l'Associated Press riportano una conferma ucraina esplicita e ufficiale.

La Russia, nel frattempo, giustifica gli attacchi ai data center civili sostenendo che l'intelligence militare ucraina li utilizzi per operazioni belliche, un'affermazione che rimane controversa dal punto di vista del diritto internazionale umanitario e della protezione delle infrastrutture civili critiche.

Le conseguenze geopolitiche e tecnologiche

Per Reuters, l'attacco a Sasovo rappresenta il primo colpo di grande portata a un polo dati russo dall'inizio della guerra nel febbraio 2022. Se i danni a Sasovo si rivelassero permanenti, le conseguenze sarebbero significative non solo per servizi diretti agli utenti come Alice, ma anche per la capacità di calcolo con cui Yandex sviluppa i propri modelli di intelligenza artificiale, un tema su cui l'azienda non ha fornito numeri pubblici e sui supercomputer del sito ha scelto strategicamente di non rispondere.

L'impatto potenziale sulla ricerca e lo sviluppo di IA in Russia è una questione che merita attenzione particolare. Se i supercomputer Nvidia A100 ospitati a Sasovo fossero stati effettivamente danneggiati, ciò rappresenterebbe una perdita significativa di capacità computazionale per Yandex, che potrebbe ritardare i suoi progetti di sviluppo di modelli di intelligenza artificiale per anni. Questa dimensione del conflitto rappresenta una escalation nella "guerra del tech" che caratterizza il conflitto russo-ucraino.

Lo stato attuale dell'infrastruttura e le domande aperte

Quel che si può affermare con certezza oggi è circoscritto a pochi fatti documentati: tre siti sono stati colpiti, almeno due con attività ferme e completamente sospese, un ripristino senza data certa fornita al pubblico. Yandex ha annunciato accordi con altri provider cloud per trasferire i dati, ma il recupero dei dati dai siti danneggiati rimane incerto.

Le domande frequenti che gli esperti e gli utenti si pongono rimangono in gran parte senza risposta ufficiale. Alice funziona di nuovo completamente? Non c'è una conferma indipendente. Il 9 ottobre il team di Alice ha avvertito di ritardi senza indicare tempi di ripristino e non compare un annuncio ufficiale di ritorno alla normalità dopo l'attacco di Vladimir.

Chi ha rivendicato gli attacchi? Nessuno in forma esplicita per tutti e tre i siti. Yandex ha parlato di attacchi di droni senza nominare l'Ucraina direttamente; Zelensky ha parlato di risposte "speculari" dopo Sasovo; per Vladimir le agenzie di stampa non citano una conferma ufficiale ucraina. L'attribuzione a Kyiv è quella riportata dalla stampa internazionale basandosi su inferenze e dichiarazioni indirette.

Quanto tempo servirà per ripristinare completamente i data center? Yandex non lo sa ancora con precisione. L'azienda ha affermato di stimare i danni e che è "molto difficile" dare una tempistica precisa; per Sasovo non può dire se le apparecchiature siano recuperabili. Per ora i clienti vengono spostati su altri siti presso Yandex e su altri provider cloud, una soluzione temporanea che comporta costi e complessità significativi.

L'effetto transfrontaliero del danno all'infrastruttura

Gli effetti degli attacchi non si sono fermati ai confini russi. L'Associated Press, citando i dati raccolti da Astra, riferisce di utenti in Kazakistan, Bielorussia e Armenia che non riuscivano a ordinare taxi o a usare servizi bancari durante il periodo degli attacchi. Euronews segnala problemi analoghi anche in Serbia. Questo fenomeno è atteso dal punto di vista tecnico: Yandex ha servizi distribuiti oltre la Russia, quindi un guasto sull'infrastruttura centrale si propaga immediatamente a chi utilizza questi servizi nelle regioni circostanti e nei paesi che dipendono dalla sua tecnologia.

Implicazioni per il futuro della guerra del tech

Gli attacchi ai data center di Yandex rappresentano un