Asstel aderisce all’iniziativa “1donna1lavoro1conto”, promossa dal Corriere della Sera, per promuovere l’autonomia economica delle donne attraverso tre leve principali: accesso al lavoro, gestione diretta delle risorse e maggiore consapevolezza finanziaria. L’adesione dell’associazione introduce nel programma la rappresentanza industriale del settore delle telecomunicazioni, un comparto fondamentale per infrastrutture digitali, servizi e occupazione qualificata.
L'autonomia femminile come vantaggio per il paese
L’autonomia economica delle donne è considerata un fattore essenziale non solo per il loro benessere personale, ma per il bene della società nel suo complesso. Il programma si basa sull’idea che donne libere di lavorare, gestire le proprie entrate e costruire percorsi professionali stabili possano contribuire in modo concreto al progresso economico e sociale del Paese.
La parità diventa quindi una strategia per un equilibrio più sostenibile anche nella vita familiare e di coppia, permettendo alle donne di decidere se e come costruire una famiglia senza compromettere i propri interessi professionali. L’iniziativa evidenzia come i divari di genere rappresentino una perdita di capacità e competenze che il Paese non si può permettere.
Il programma cerca di promuovere l’equità nell’accesso al lavoro, garantire formazione e crescita professionale, e favorire una conciliazione efficace tra la vita pubblica e privata, per contrastare asimmetrie radicate tra uomini e donne.
Il ruolo di un conto personale
Un elemento fondamentale del progetto è il conto personale, un elemento concreto per rafforzare l’autonomia femminile. Avere un conto intestato a sé, amministrare il proprio reddito e risparmi e conoscere gli strumenti finanziari di base aumenta il senso di indipendenza personale e di autodeterminazione.
Il programma fa inoltre riferimento al contrasto alla violenza di genere. L’indipendenza economica può essere un fattore protettivo fondamentale per molte donne. Senza un’equa ripartizione dei compiti di cura o senza servizi adeguate, però, le donne rischiano di dover sospendere la propria carriera o trovarsi svantaggiate nei percorsi di crescita.
Rendendo le donne economicamente indipendenti, l’iniziativa mira quindi a creare condizioni di libertà personale e di equilibrio sociale. Incide sui rapporti familiari, sulla partecipazione al mercato del lavoro, sulla natalità, sui consumi e sulla capacità del Paese di sfruttare appieno le sue competenze disponibili.
La coesione di istituti e organizzazioni
Il progetto coinvolge diverse realtà: Abi, Federcasse, Confcommercio Milano, Assolombarda, Cgil, Cisl e Uil di Milano, con il supporto istituzionale del Comune di Milano e la collaborazione di Banca d’Italia. Il coinvolgimento di enti provenienti dal mondo finanziario, associativo e sindacale permette di creare una rete strutturata per affrontare il tema della parità e dell’inclusione.
La visione del progetto si basa sull’accelerazione di cambiamenti strutturali su diversi fronti: educazione finanziaria, accesso agli strumenti bancari, lavoro di qualità, crescita professionale, cultura organizzativa inclusiva e responsabilità condivisa tra uomini e donne.
Mosse in direzione della parità
L’adesione a “1donna1lavoro1conto” entra nel quadro di un percorso più ampio di Asstel in materia di parità e valorizzazione delle persone. Una delle iniziative più significative era il protocollo siglato con NoiD Telecom Aps, una comunità di donne manager e professioniste del mondo digitale. L’intesa mira a trasformare l’impegno verso il superamento del gender gap in un programma concreto e strutturato.
L’accordo prevede iniziative congiunte lungo tre direttrici principali: l’estensione dell’Osservatorio NoiD al settore Tlc per raccogliere dati sul gender gap; attività di formazione su leadership inclusiva; e learning tour per offrire esperienze di confronto tra aziende e professioniste.
La visione di Laura Di Raimondo
“Non c’è futuro per la nostra società e per le nostre imprese senza l’energia, il talento e l’intelligenza dei giovani e delle donne,” spiega Laura Di Raimondo, direttrice di Asstel, sottolineando l’importanza di creare contesti in cui ciascuno possa competere paritariamente. In un contesto in cui la cultura organizzativa e la visione strategica delle imprese hanno un ruolo centrale, le politiche di genere non possono essere viste come un tema accessorio.
Rafforzare l’equità di genere significa iniziare a integrarla nei processi decisionali, investire in competenze e permettere alle donne di occupare ruoli chiave. Per Asstel, che rappresenta un settore cruciale per il Paese, si tratta di un passo necessario per attrarre e valorizzare professionalità, non disperdere competenze e sostenere la competitività del sistema produttivo italiano.
Un percorso comune per crescere
La collaborazione con NoiD Telecom Aps rappresenta una naturale prosecuzione dell’impegno a promuovere modelli di leadership inclusiva e meritocratici. Come sottolinea Cristina Carollo, presidente di NoiD, l’obiettivo è sviluppare un tipo di leadership che valorizzi le donne e permetta al settore di raggiungere livelli di eccellenza, sostenibilità e inclusione.
Con l’adesione a questa iniziativa, Asstel rafforza il collegamento tra autonomia femminile e sviluppo del settore digitale. Le telecomunicazioni sono una filiera strategica non solo per digitalità e infrastrutture ma per il posizionamento globale dell’Italia. Per fare crescere il settore, quindi, è essenziale valorizzare il talento e promuovere la parità tra uomini e donne.
La decisione di Asstel di aderire a questa iniziativa rappresenta quindi una mossa vincente non soltanto sul piano sociale, ma anche su quello industriale. Promuovere le donne, oggi, significa investire nel futuro del Paese e del suo settore ICT.