L’ex amministratore delegato di Sogei, Andrea Quacivi, assume la direzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn). Il Consiglio dei ministri ha ufficializzato questa decisione, che arriva con l’atto formale delle dimissioni del prefetto Bruno Frattasi. La scelta di Quacivi su proposta del presidente del Consiglio Giorgia Meloni introduce al vertice dell’Acn un profilo manageriale fortemente digitale.

Una nomina confermata dopo anticipazioni

La decisione del Consiglio è intervenuta a pochi giorni di distanza da rumors circa l’intenzione di Frattasi di lasciare l’incarico. Le fonti governative hanno spiegato che l’abbandono del prefetto era motivato da “motivi personali”, una scelta che ha aperto le porte al cambiamento. Con Quacivi, l’Acn si prepara a una leadership che punta su governance digitale, gestione tecnologica e servizi innovativi per la difesa cybersecurity delle istituzioni.

La lunga carriera di Andrea Quacivi

Con 56 anni di età e una laurea in Economia e Commercio all’Università La Sapienza di Roma, Quacivi ha accumulato esperienze consolidate in diversi settori tecnologici. La sua carriera si è sviluppata dapprima in Arthur Andersen, tra il 1995 e il 1999, con focus su consulenza strategica.

Ha poi maturato ruoli di responsabilità presso Wind Telecomunicazioni, dove ha acquisito competenze in ambito amministrativo, finanziario e organizzativo. La sua figura è emersa negli anni nel mondo digitale, grazie a un ruolo chiave in Sogei, azienda controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze.

Incontri con l’innovazione digitale

La sua carriera è anche marcata da una forte attenzione al ruolo della tecnologia nella gestione strategica e operativa. Quacivi ha partecipato a iniziative di pianificazione aziendale, gestione del rischio e trasformazione digitale. Ha inoltre svolto attività rilevanti nella cooperazione tra enti pubblici e professionisti, spesso con l’obiettivo di semplificare i rapporti tra società tecnologiche e istituzioni.

Un ruolo centrale è anche svolto nell’ambito della Fondazione ICSC, dove Quacivi è membro del consiglio di amministrazione. La fondazione ha lo scopo di favorire ricerca scientifica nel settore del computing ad alte prestazioni, in stretta collaborazione con il Tecnopolo di Bologna.

Un cambio di rotta nell’Acn

Quacivi ha ereditato da Bruno Frattasi, nominato direttore dell’Acn nel marzo 2023, una struttura ormai consolidata attorno al tema della difesa cyber, con interventi focalizzati su infrastrutture strategiche e cyberattack.

Il passaggio di consegna segna la transizione tra una visione prevalentemente istituzionale e una leadership più tecnologica e digitale. La presenza dell’inglese nel ruolo di esperto digitale, con competenze anche in governance dei dati e digital governance, si colloca in un momento critico per la difesa del Paese da minacce cyber.

Una leadership a supporto della sicurezza digitale

Il momento della nomina assume rilevanza in un contesto dove cyberthreats e attacchi informatici mettono sempre più a rischio sia il sistema nazionale che le infrastrutture criticali, inclusi i servizi pubblici. L’avversità tecnologica richiede, infatti, un coordinamento capillare, un sistema di difesa reattivo, e una capacità gestionale forte.

L’arrivo di Quacivi si inserisce all’interno di una strategia più ampia volta a garantire una maggiore integrazione tra cyber e tecnologia pubblica, promuovendo soluzioni innovative che tengano conto anche delle sfide del mercato e della governance digitale europea.

Ruoli simbolici e futuri obiettivi

L’Acn, con Quacivi, si appresta a rafforzare una leadership capace di coniugare esperienza tecnologica con competenze manageriali. La sfida principale sarà quella di riconfigurare i sistemi di difesa cybersecurity in linea con nuove minacce globali, ma anche con politiche nazionali attente al rapporto tra privati e pubblici.

Il suo ingresso segna dunque un momento di cambiamento, che potrebbe rafforzare il posizionamento strategico dell’Italia nel dibattito europeo sulla cybersicurezza. Un ruolo che va al di là dell’organizzazione interna: richiama l’attenzione sull'esigenza di una leadership capace di integrare digitalizzazione avanzata, governance tecnologica e risposta coordinata alle cyber-emergenze.