Più di un quarto dei post su media social sono generati da intelligenza artificiale
Secondo una recente analisi di Pangram Labs, startup specializzata nella rilevazione degli scritti generati dall'intelligenza artificiale, più del 40% dei comunicati su LinkedIn con più di 250 parole sono interamente prodotti da AI. Questo dato è sorprendentemente alto e indica una forte dipendenza dagli strumenti di IA per la produzione di contenuti, in particolare in un ambiente professionalmente orientato come LinkedIn.
Pangram Labs ha effettuato una scansione esclusiva di post pubblici effettivamente condivisi da utenti, non solo su LinkedIn ma anche su piattaforme come X, Medium, Reddit e Substack. Questo studio rivela che i contenuti generati da IA non si limitano ai post spam o ai contenuti di nicchia, ma sono ormai una presenza comune anche in aree importanti del contenuti web.
L’uso della tecnologia AI sta diventando evidente
LinkedIn, in particolare, sembra essere la piattaforma più compromessa da questa generazione di contenuti artificiali. La piattaforma ha riconosciuto il problema e ha pubblicamente dichiarato che, anche se l’utilizzo di IA nella stesura può essere utile, è cresciuto in maniera sostenuta un tipo di contenuto poco raffinato conosciuto come "AI Slop". Secondo Laura Lorenzetti, la redattore internazionale di LinkedIn, questo genere di contenuti può ridurre la qualità unica delle conversazioni umane.
Confronto tra le piattaforme
I risultati dell'analisi differiscono notevolmente in base alla piattaforma. Substack, che è una piattaforma incentrata su contenuti di lunghezza media o estesa, ha mostrato il livello più basso di generazioni AI, con più del 20% dei contenuti definiti come AI-generati o supportati. La stessa percentuale si applica a X, una piattaforma popolare per brevi comunicati, dove il 25% risulta essere interamente prodotto da IA.
Reddit presenta percentuali elevate simili, sebbene non esattamente confrontabili. I post più lunghi su queste piattaforme hanno una probabilità molto maggiore di essere generati da AI rispetto ai post brevi.
Il problema degli "AI Slop"
LinkedIn è stato uno dei primi a rispondere in modo diretto all'espansione di queste pratiche generative di AI. Laura Lorenzetti ha spiegato che il fenomeno dell'"AI Slop" sta dilagando e sta diventando sempre più comune che le persone producano contenuti poco significativi grazie all’aiuto dell’IA, magari sembrando professionali ma mancando di una visione realmente unica.
LinkedIn riconosce come l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale possa creare problemi, specialmente quando il contenuto è prodotto in modo automatizzato su larga scala. Secondo la piattaforma, questo tipo di contenuto può sovraccaricare quelli veramente significativi frutto della conversazione umana.
Il ruolo di Pangram
Pangram si presenta come uno strumento avanzato non solo per LinkedIn ma anche in contesti come editoria o politica, dove il ruolo dell’intelligenza artificiale in documenti generati da IA ha sollevato dibattiti. Il software di Pangram ha dimostrato una capacità di rilevare testi AI con una accuratezza di quasi il 100%, confermata da studi universitari di alto livello.
Gli esperti di Pangram hanno effettuato una scansione dettagliata di circa 100.000 post e hanno evidenziato che più del 25% dei contenuti prodotti su piattaforme social sono interamente di origine AI e il loro utilizzo si è moltiplicato, soprattutto negli ultimi anni.
Data e contesto dell’analisi
L’analisi di Pangram si basa su un'indagine effettuata nel 2026, che ha incluso contenuti di utenti reali. I risultati non includono né i commenti né i messaggi privati, concentrandosi solo sui contenuti pubblici su piattaforme ampiamente utilizzate. Questo ha messo in luce un aspetto importante: la generazione AI non è limitata a post spam o poco professionali, ma è ormai parte integrante del panorama digitale.
Le reazioni dei principali giocatori
LinkedIn non si è limitata solo a osservare la situazione: ha pubblicamente dichiarato che il team sta lavorando su strumenti per distinguere meglio i contenuti originari dagli strumenti generati AI. Ha anche sottolineato la necessità di mantenere un certo standard di qualità per i post, affinché rimangano utili alle community professionali.
I media tedeschi hanno riportato un’altra indagine simile su contenuti politici in Germania, dove l’Analisi con Pangram ha scoperto che circa il 9% delle intere discorsi politici durante la sessione parlamentare del 2026 era stato prodotto da intelligenza artificiale.
Una tendenza che cresce
L’uso crescente dell’intelligenza artificiale nella generazione di contenuti non sembra arrestarsi. I dati evidenziati da Pangram mostrano una crescita impressionante, specialmente nella produzione di testi lunghi, che rappresentano una percentuale significativa del traffico su piattaforme come LinkedIn.
Sebbene alcuni esperti siano favorevoli all'uso di AI per supporti come il editing del testo, ci sono preoccupazioni riguardo la riduzione della creatività umana e della profondità dei contenuti. Ci sono timori, inoltre, che queste tecnologie possano essere utilizzate in modi manipolativi o per creare disinformazione.
La prospettiva futura
I dati suggeriscono che l’uso di AI nella produzione di contenuti continuerà ad espandersi in futuro. Il crescente numero di copy writer specializzati in contenuti LinkedIn e gli strumenti di AI sempre più potenti stanno creando una spirale di generazione di testo di bassa qualità.
LinkedIn, però, sembra preparata a reagire. L’azienda sta cercando di bilanciare l’utilità dell’AI con la necessità di mantanere l’autenticità e l’utilità dei contenuti pubblici. La sfida più grande per la piattaforma sarà trovare una soluzione che non penalizzi il creatore umano né premia incondizionatamente la marea di contenuti generati artificialmente.
Per i lavoratori del contenuto
Il mercato del lavoro è in evoluzione rapida, e i post LinkedIn non sono solo una forma di comunicazione personale. Essi rappresentano un’opportunità per i leader del mercato del lavoro di rafforzare la propria presenza professionale. I professionisti del settore e i copy writer stanno adottando l’AI come strumento per accelerare la produzione, ma il dilemma sta nel mantenere un livello di originalità.
In sintesi
- Secondo una analisi Pangram del 2026, oltre il 40% dei post LinkedIn con più di 250 parole sono interamente generati dall’intelligenza artificiale.
- L’uso crescente di “AI Slop” sta diventando una preoccupazione per la qualità degli scritti e la reputazione delle piattaforme social.