Il nuovo panorama: assistenti IA e declino del traffico SEO tradizionale
L’arrivo di assistenti basati su intelligenza artificiale, tra cui ChatGPT e la funzione AI Overview di Google, ha cambiato la dinamica con cui gli utenti scoprono contenuti online. Questi strumenti non si limitano più a fornire link a pagine web, ma sintetizzano le informazioni direttamente nella risposta, riducendo la necessità di cliccare sui risultati tradizionali. Di conseguenza, il traffico SEO verso i siti è in calo, rendendo più difficile per i responsabili SEO giustificare i propri budget senza una strategia di adattamento.
Secondo le osservazioni emerse nella tavola rotonda organizzata da Semji il 13 ottobre, i professionisti hanno constatato che gli assistenti IA tendono a citare marchi e prodotti senza indirizzare gli utenti verso il sito di origine. Questo fenomeno richiede un ripensamento delle pratiche SEO tradizionali, focalizzandosi non più solo sul posizionamento nei risultati di ricerca, ma anche sulla visibilità e la raccomandazione** all’interno degli assistenti IA.
Il concetto di Generative Engine Optimization (GEO)
Il GEO, acronimo di Generative Engine Optimization, rappresenta la disciplina emergente volta a migliorare la presenza di una marca e dei suoi prodotti nei risultati forniti dagli assistenti IA. A differenza del SEO classico, che si concentra su backlink, keyword e struttura tecnica, il GEO richiede:
- Una presenza consolidata su piattaforme video (es. YouTube) e social network.
- Una strategia attiva su piattaforme di recensioni (TrustPilot, G2, ecc.).
- Relazioni stampa mirate per aumentare la citazione del brand.
- Contenuti unici e strutturati per rispondere a prompt specifici dei consumatori.
In sostanza, il GEO amplia i tradizionali “levi di azione” del SEO includendo canali dove le IA attingono per generare le loro risposte.
Strategie operative: contenuti unici, strutturati per le IA
Per essere percepiti come autorità dalle intelligenze artificiali, i contenuti devono contenere informazioni originali, dettagliate e contestualizzate. Questo implica:
- Identificare personas specifici e i relativi prompt più probabili.
- Creare contenuti che rispondano direttamente a domande concrete, con dati aggiornati e citazioni verificabili.
- Utilizzare markup strutturato (Schema.org) per facilitare l’estrazione da parte dei LLM (Large Language Models).
- Integrare elementi multimediali (video, infografiche) che le IA possono indicizzare come fonti di valore.
Le aziende devono inoltre equipaggiarsi con strumenti di gestione della presenza nelle IA. Sebbene il mercato offra una vasta gamma di soluzioni, la loro facilità d’uso e la pertinenza delle metriche rimangono oggetto di dibattito.
Esempi di best practice emersi dalla tavola rotonda
Durante l’incontro, i partecipanti hanno condiviso le proprie esperienze:
- David Looses (Adeò) ha sottolineato che, nonostante il traffico organico rimanga un KPI fondamentale, la sua importanza sta diminuendo rispetto alla capacità delle IA di citare il brand.
- Romain Brami (DocuSign) ha evidenziato la difficoltà di difendere il budget SEO quando il principale indicatore di performance è in declino, proponendo l’adozione di nuovi KPI legati al GEO.
- Antoine Pourron (Seb) ha spiegato che l’obiettivo passa dal semplice ranking al “revenue generated by organic traffic” e alla “share of voice” nelle IA.
- David Ratier (Dubreuil) ha aggiunto che il monitoraggio della brand reputation su social, forum e piattaforme di ranking è più cruciale che mai.
Nuovi KPI: dalla visibilità alla share of voice
Il passaggio dal tradizionale traffic organic a metriche più orientate al valore richiede l’adozione di indicatori quali:
- Revenue generato dal traffico organico: misura l’impatto economico diretto.
- Visibilità nelle IA: quantifica quante volte il brand è citato nelle risposte generate.
- Share of voice (SOV) nelle IA: percentuale di menzioni rispetto ai competitor.
- Engagement su piattaforme video e social: visualizzazioni, condivisioni e commenti.
- Sentiment analysis su recensioni e forum: percezione positiva/negativa del brand.
Questi KPI richiedono strumenti di monitoraggio avanzati, capaci di tracciare le citazioni nelle risposte degli assistenti IA e di aggregare dati da fonti eterogenee.
Il caso Semji: piattaforma per ottimizzare contenuti GEO
Semji ha lanciato una piattaforma dedicata alla creazione e ottimizzazione di contenuti pensati per il GEO. La soluzione consente di:
- Generare testi ottimizzati per rispondere a prompt specifici.
- Integrare markup strutturato in modo automatizzato.
- Monitorare la visibilità del brand nelle risposte degli assistenti IA.
- Analizzare la performance dei contenuti su più canali (web, video, social).
Il gruppo Dubreuil, attivo in settori come trasporto aereo (Air Caraïbes, French bee) e distribuzione automobilistica, ha testato la piattaforma, confermando che, pur mantenendo il traffico organico come KPI, la “share of voice” nelle IA sta diventando sempre più rilevante.
Difendere il budget SEO: sfide e soluzioni
Con il calo del traffico organico, le figure SEO si trovano a dover giustificare gli investimenti. Le principali difficoltà emerse includono:
- La necessità di dimostrare il ritorno economico dei nuovi KPI (visibilità IA, revenue).
- L’esigenza di integrare competenze di content marketing, video production e social media.
- L’incertezza legata alla misurazione dell’impatto delle citazioni IA.
Per affrontare queste sfide, le aziende stanno adottando approcci integrati:
- Allineare gli obiettivi SEO con le strategie di brand awareness e performance marketing.
- Investire in formazione interna su GEO e LLM.
- Stabilire partnership con agenzie specializzate nella gestione della reputazione digitale.
Il ruolo della reputazione e delle piattaforme di recensione
Romain Brami ha evidenziato che i grandi modelli di linguaggio prediligono fonti affidabili come TrustPilot, G2 e altri siti di recensioni per rispondere a query comparative. Di conseguenza, la strategia SEO GEO deve includere:
- Una presenza attiva e positiva su piattaforme di recensione.
- La risposta tempestiva a feedback negativi per migliorare il sentiment.
- L’incoraggiamento di clienti soddisfatti a lasciare recensioni verificate.
Questo approccio rafforza la credibilità del brand agli occhi delle IA e aumenta la probabilità di essere citati nelle risposte generate.
Espansione verso video, social e media tradizionali
Le piattaforme video, in particolare YouTube, stanno diventando fonti chiave per gli assistenti IA. Gli algoritmi di Google tendono a estrarre informazioni da video ben indicizzati, soprattutto quando includono trascrizioni e metadata accurati.
Le aziende dovrebbero quindi:
- Produrre contenuti video informativi e ottimizzati per le query di ricerca.
- Utilizzare descrizioni dettagliate, tag e schema markup per i video.
- Promuovere i video sui social per aumentare l’engagement e la condivisione.
Parallelamente, le relazioni stampa e la presenza sui media tradizionali (TV, radio, stampa) continuano a fornire citazioni di valore per le IA, soprattutto quando i contenuti sono citati da fonti autorevoli.
Riepilogo delle azioni consigliate per una strategia GEO efficace
- Audit dei contenuti esistenti: identificare lacune rispetto ai prompt dei consumatori.
- Creazione di contenuti unici per ogni persona target, con dati aggiornati e fonti verificabili.
- Ottimizzazione tecnica: schema markup, velocità di caricamento, mobile‑first.
- Presenza su piattaforme video e social con contenuti ottimizzati per le IA.
- Gestione attiva delle recensioni su TrustPilot, G2, Google My Business.
- Monitoraggio dei nuovi KPI: share of voice, revenue da traffico organico, visibilità IA.
- Formazione continua del team SEO su GEO, LLM e strumenti di analytics avanzati.
Conclusioni: verso una SEO 2.0 guidata dalle IA
L’avvento degli assistenti IA ha trasformato il ruolo del SEO da “cacciatore di link” a “curatore di autorità digitale”. Il traffico organico tradizionale è in diminuzione, ma le opportunità di visibilità attraverso le IA sono in crescita. Adottare il Generative Engine Optimization, diversificare i canali (video, social, recensioni) e definire nuovi KPI sono passi imprescindibili per mantenere la rilevanza del brand nella ricerca moderna.
Le aziende che sapranno integrare queste pratiche, difendendo al contempo i propri budget con metriche di valore reale, saranno quelle che otterranno un vantaggio competitivo sostenibile nell’era delle intelligenze artificiali.