L'investimento di Nvidia nell'AI satellitare

Nvidia sta investendo pesantemente nell'AI satellitare, un settore che promette di rivoluzionare il modo in cui elaboriamo i dati dallo spazio. Nonostante i data center orbitali siano attualmente più costosi di quelli terrestri, l'azienda vede un grande potenziale in questa tecnologia. La partita non riguarda solo i satelliti, ma anche i chip, il software e le capacità di lancio.

Secondo uno studio di Boston Consulting Group, il costo totale su vent'anni per un megawatt di calcolo in orbita è stimato tra 660 e 750 milioni di dollari, contro i 230-300 milioni sulla Terra. Nvidia, che ha reso le GPU indispensabili nell'economia dell'intelligenza artificiale, sta entrando nel capitale di aziende intenzionate a portare i computer nello spazio.

Le collaborazioni di Nvidia

Il 19 ottobre 2026, Reflex Aerospace ha annunciato l'ingresso previsto di Nvidia con una partecipazione di minoranza. La società tedesca vuole espandere la produzione in Baviera e sviluppare sistemi di elaborazione a bordo. Negli Stati Uniti, Starcloud ha annunciato un'estensione da 250 milioni di dollari del round di finanziamento avviato a marzo, con Nvidia e Cisco Investments tra i partecipanti.

La novità più interessante non è l'assegno, ma il trasferimento di conoscenze. Nel novembre 2025, Starcloud-1 ha portato una GPU H100 in orbita. Il fondatore Philip Johnston ha spiegato che la startup condivide con Nvidia le conoscenze ricavate dall'esperimento, come la temperatura del chip, la dimensione dei radiatori e la resistenza alle sollecitazioni del lancio.

Le sfide tecnologiche e industriali

Nvidia ha presentato una piattaforma per lo space computing che comprende Space-1 Vera Rubin, IGX Thor e Jetson Orin. Tuttavia, un prodotto annunciato non va confuso con un modulo già qualificato su larga scala per l'ambiente spaziale. Planet Labs, Kepler Communications, Axiom Space e altri operatori utilizzano o sperimentano tecnologie Nvidia, ma una collaborazione industriale non è una quota azionaria.

Reflex lavora anche con la statunitense Orbital, che l'ha scelta per progettare la piattaforma satellitare di Orbital-1 e di una futura costellazione. Il veicolo punta a una potenza di picco vicina a 250 kilowatt, un obiettivo ingegneristico dichiarato, non una capacità commerciale già disponibile. Orbital prospetta fino a 100.000 satelliti, una scala da leggere come piano industriale e non come flotta finanziata o autorizzata.

I mercati dell'AI satellitare

Il primo mercato dell'AI satellitare è l'intelligenza artificiale che lavora accanto al sensore. Il satellite riconosce un incendio, classifica una nave e trasmette un risultato, anziché l'intera immagine. Il secondo mercato è l'inferenza distribuita: satelliti che offrono potenza di calcolo per elaborazioni non necessariamente legate ai propri sensori. Il terzo, molto più ambizioso, è l'addestramento di grandi modelli nello spazio.

Tuttavia, la latenza non migliora sempre. Elaborare accanto al sensore evita di trasmettere immagini pesanti, ma spostare una richiesta interattiva su un satellite può introdurre ritardi. Il cliente compra informazioni rapide e attendibili, non terabyte in orbita.

I costi e i rischi

Secondo BCG, il costo totale di possesso su vent'anni è di 660-750 milioni di dollari per megawatt orbitale contro 230-300 milioni per quello terrestre. Le GPU pesano per circa la metà del totale e i lanci per un quinto. BCG ipotizza poi lanci meno costosi del 67% e satelliti alleggeriti del 50%. Tuttavia, senza affidabilità, la riduzione del prezzo dei razzi non basta.

Il vuoto non raffredda gratis. Un modulo da 100 kilowatt può richiedere circa 400 metri quadrati di radiatori. Servono inoltre protezione dalle radiazioni, gestione delle eclissi e collegamenti ad alta capacità. Una nota del Servizio studi del Parlamento europeo individua proprio nella convenienza economica, prima ancora della fattibilità tecnica, l'ostacolo principale.

Le sfide per l'Europa

Per l'Europa, la sfida è conquistare valore senza accrescere nuove dipendenze tecnologiche strategiche. L'AI satellitare apre una partita industriale che intreccia chip, software e capacità di lancio. Gli investimenti di Nvidia anticipano un mercato ancora incerto: per l'Europa, la sfida riguarda il controllo delle tecnologie e la possibilità di trattenere valore nella propria filiera.

Le verifiche ambientali, le licenze e i piani di fine vita incidono direttamente sul capitale necessario. Dove si applicheranno queste tecnologie e come l'Europa potrà competere con i giganti tecnologici americani sono domande aperte che richiedono una strategia chiara e investimenti mirati.