Contesto e principali risultati dello studio IBM

Il 15 ottobre 2026 IBM ha divulgato i risultati di una ricerca condotta da Censuswide tra il 14 e il 24 settembre su 3.221 dirigenti di aziende con almeno mille dipendenti in otto Paesi, tra cui 510 rispondenti italiani. L’indagine ha analizzato la diffusione degli agenti autonomi (AI agentica) e la capacità delle imprese di gestirne i rischi.

Gli incidenti considerati includono malfunzionamenti degli agenti, esposizioni di dati, errori nelle decisioni automatizzate e violazioni della sicurezza. Si tratta di segnalazioni dirette degli intervistati, non di un censimento indipendente.

Nel campione globale, 80% dei dirigenti ha riferito che almeno un incidente legato all’intelligenza artificiale è arrivato all’attenzione del consiglio di amministrazione o del top management nell’ultimo anno, ma solo 40% ha rivisto la governance di conseguenza. Nella regione EMEA le percentuali sono analoghe: 80% segnalazioni, 40% interventi.

Situazione italiana

In Italia i numeri sono più preoccupanti. Il 78% dei dirigenti italiani ha segnalato un incidente al consiglio, ma solo 37% ha modificato le regole di governance. Inoltre, il 43% delle organizzazioni ha già messo in produzione sistemi di AI agentica, contro il 35% della media globale.

Nonostante l’ampia diffusione, solo 30% dei dirigenti italiani ritiene che la governance attuale sia adeguata per sostenere un’adozione su larga scala, sette punti percentuali al di sotto della media internazionale.

Caratteristiche distintive degli agenti AI

Gli agenti AI differiscono dagli assistenti generativi tradizionali perché possono:

Un errore di un agente può quindi provocare conseguenze sui processi operativi e sui rapporti commerciali, non limitandosi a una risposta inesatta.

Strategie di gestione del rischio

Quando l’implementazione dell’AI procede più velocemente della preparazione dei controlli, il 56% dei dirigenti a livello globale preferisce continuare entro limiti di rischio concordati, aggiornando le regole durante l’utilizzo. In Italia questa propensione scende al 44%, mentre il 41% dei responsabili italiani sceglie di rimandare l’implementazione fino a quando la governance sarà pronta, contro il 33% della media.

Responsabilità e governance formale

Il 98% dei dirigenti intervistati afferma che al consiglio di amministrazione è stata attribuita una responsabilità formale per il rischio AI. Tuttavia, solo 26% segnala l’esistenza di un comitato dedicato all’intelligenza artificiale, quota che scende al 21% in Italia.

Quando viene chiesto chi debba rispondere di un risultato negativo, il ruolo più frequentemente indicato è quello del responsabile informatico o tecnologico, scelto dal 17% del campione globale e dal 25% degli italiani.

Prospettive sulla responsabilità legale

Le opinioni sulla ripartizione della responsabilità legale sono divergenti:

Tra gli italiani, 39% richiede accordi formali sulla responsabilità dei fornitori, 33% soglie definite per l’intervento umano e 32% strumenti di monitoraggio e tracciabilità. Inoltre, 31% chiede la possibilità di interrompere immediatamente l’attività degli agenti.

Valutazione dei rischi finanziari

Solo 37% dei dirigenti a livello globale dispone di una quantificazione formale, approvata dal consiglio di amministrazione, dei rischi finanziari legati a lacune nella governance AI. In Italia la percentuale è leggermente inferiore, 35%.

Questa carenza complica la valutazione degli investimenti, delle coperture assicurative, degli accantonamenti e dei costi legati alla continuità aziendale.

Framework tecnici e separazione delle tecnologie

Il 54% del campione globale adotta framework separati per AI generativa e agentica, mentre il 38% utilizza regole comuni con controlli aggiuntivi per gli agenti. In Italia le percentuali sono rispettivamente 45% e 46%, indicando una tendenza a non distinguere nettamente le due tipologie.

Costi delle violazioni e impatto economico

Il Cost of a Data Breach Report 2026 di IBM (29 luglio 2026) mostra che le violazioni informatiche abilitate dall’intelligenza artificiale costano mediamente sei milioni di dollari, rispetto a 4,99 milioni per le violazioni complessive.

In Italia, il costo medio di una violazione dei dati è salito a 3,55 milioni di euro, rispetto a 3,31 milioni nel 2025. I settori più colpiti sono:

La compromissione della catena di fornitura è la causa iniziale più frequente in Italia, con 18% degli episodi.

Rischi legati a fornitori e partner

Il 54% dei rispondenti ammette lacune nella governance dei modelli e dei sistemi AI utilizzati da fornitori e partner tecnologici; in Italia la quota sale al 64%. Il monitoraggio continuo del rischio AI delle terze parti è dichiarato dal 21% del campione e dal 24% degli italiani, mentre solo 13% richiede verifiche o certificazioni indipendenti.

Poiché gli agenti possono collegare applicazioni di imprese differenti, autorizzazioni troppo estese o vulnerabilità di un partner possono propagare le conseguenze oltre il perimetro dell’organizzazione. Per mitigare, gli accordi con i fornitori devono disciplinare:

Influenza della regolamentazione europea

L’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) ha introdotto divieti e obblighi di alfabetizzazione dal febbraio 2025, con regole sui modelli di uso generale operative da agosto 2025. Le modifiche del 2026 fissano:

Il 41% dei dirigenti intervistati a livello globale dichiara di aver accelerato gli investimenti in governance in vista degli obblighi per i sistemi AI ad alto rischio; in Italia la percentuale è 34%.

Prospettive future per le imprese italiane

Il 82% degli intervistati italiani prevede che entro il 2027 gli agenti acquisiranno una certa autonomia decisionale, rispetto al 75% della media EMEA. Tuttavia, la mancanza di una governance solida rischia di trasformare queste previsioni in costi imprevisti e danni reputazionali.

Per colmare il divario, le imprese dovrebbero:

Solo una governance adeguata potrà trasformare il potenziale competitivo degli agenti autonomi in valore reale, riducendo al contempo l’esposizione a costi di violazione e a rischi operativi.