Acqua Novara VCO ha avviato in Piemonte la prima applicazione italiana della tecnologia SAFF40, un sistema innovativo progettato per ridurre drasticamente i PFAS, una classe di sostanze chimiche persistenti che si accumulano nell’ambiente e nella catena alimentare. Questa tecnologia rappresenta per il settore idrico non solo un momento tecnico decisivo, ma anche una risposta ai problemi di salute pubblica connessi all’inquinamento da PFAS.

Cos’è la tecnologia SAFF40?

La tecnologia SAFF40 è una soluzione di filtraggio avanzata, sviluppata in collaborazione con la ricerca industriale e universitaria, che utilizza una combinazione di membrane selettive e reagenti chimici per adsorbire e rimuovere i PFAS dalle acque reflue. Questa soluzione si basa su materiali altamente specializzati che sono progettati per legare specificamente molecole di PFAS, permettendo un’efficace eliminazione di questi composti prima del reimmesso nell’ambiente.

I PFAS: una minaccia per l’ambiente e la salute?

I PFAS (Per- e Polyfluoroalkyl Substances) sono note come “forever chemicals” per la loro estrema stabilità chimica. Queste sostanze, utilizzate in una vasta gamma di applicazioni industriali, come rivestimenti antiaderenti e schermature elettriche, si resistono al degrado naturale e possono accumularsi nell’uomo e negli ecosistemi. Lo studio condotto dall’Agenzia Europea per l’Ambiente ha dimostrato una correlazione tra l’esposizione prolungata ai PFAS e un aumento del rischio per malattie cardiovascolari e certe forme di cancro.

Perché i trattamenti tradizionali non bastano?

Le normali tecnologie di smaltimento delle acque reflue, come la sedimentazione o il processo biologico, non sono sufficienti per rimuovere efficacemente i PFAS. Queste molecole non si degradano e sfuggono ai processi standard di filtrazione. Per questo motivo, sono necessari interventi mirati come quelli proposti da SAFF40, che non solo rimuovono i PFAS, ma permettono anche di gestire in modo sostenibile i residui accumulati durante il processo.

Le potenzialità della sperimentazione di Acqua Novara VCO

Il progetto, attivo in una zona strategica del Piemonte, mira a fornire dati concreti sull’efficacia della tecnologia in contesti operativi. L’utilizzo dei dati raccolti non si limita però al contesto aziendale: l’iniziativa punta a creare una banca dati aperta, utile per le autorità locali, per il comparto scientifico, e per i governi nazionale ed europeo. L’esperienza di Acqua Novara VCO potrebbe quindi rappresentare una pietra miliare per politiche future in tema di protezione idrica.

L'importanza di una comunicazione trasparente

Come sottolinea spesso la comunità scientifica, la lotta ai PFAS richiede la combinazione di tecnologia avanzata, gestione sostenibile e una comunicazione chiara e trasparente con i cittadini. Acqua Novara VCO ha scelto di comunicare in modo diretto su questo tema sensibile. Questa apertura, raramente vista nel settore, contribuisce a costruire una visione condivisa e a incoraggiare la partecipazione dei diversi attori coinvolti nel ciclo idrico: cittadini, aziende, enti locali e imprese del settore.

I prossimi passi dopo il test di SAFF40

Un modello da imitare?

La sperimentazione in corso in Piemonte potrebbe diventare un modello da replicare in altre regioni, soprattutto quelle dove si evidenziano elevate concentrazioni di PFAS nelle acque superficiali o nel suolo. Gli obiettivi ambiziosi e l’approccio pragmatico adottato da Acqua Novara VCO rappresentano un esempio di come la cooperazione tra aziende private, istituzioni e comunità può portare a risultati duraturi per il bene comune.

L’attuazione della tecnologia SAFF40 apre strade importanti per l’acqua potabile, per la gestione sostenibile delle risorse naturali e per lo sviluppo di politiche a lungo termine orientate alle esigenze emergenti dell’ambiente e della salute.