L'intelligenza artificiale (IA) non è più solo una promessa futuristica, ma una realtà operativa e una priorità strategica inequivocabile per le aziende francesi nel 2025. Questo è il dato cruciale che emerge dalla seconda edizione del barometro "IA in azienda", pubblicato da Les Echos Études in occasione del prestigioso salone Viva Technology. La ricerca rivela un cambiamento epocale: la fase di sperimentazione ha lasciato il posto a un dispiegamento su larga scala, un movimento che appare ormai irreversibile e destinato a ridefinire il panorama aziendale.

"Ciò che ci ha davvero colpiti in questa seconda edizione è la velocità delle trasformazioni. In un anno, abbiamo assistito a un vero e proprio cambiamento di scala, e questo movimento è tanto rapido quanto massivo. Le aziende sono chiaramente passate dalla fase 'ci stiamo pensando' a 'stiamo agendo'", ha commentato Sabrina Tiphaneaux, direttrice aggiunta di Les Echos Études, sottolineando l'accelerazione senza precedenti nell'adozione dell'IA.

L'adozione dell'IA accelera nelle aziende

Lo studio, condotto nel maggio 2025 su un campione significativo di 560 decisori provenienti da tutti i settori, evidenzia una convergenza di opinioni sul ruolo cruciale dell'IA. Un impressionante 91% delle aziende considera l'IA un argomento importante, se non prioritario, un incremento significativo rispetto all'84% registrato nel 2024. Questo dato non solo conferma la crescente consapevolezza, ma riflette anche una chiara intenzione di integrare l'IA al centro delle strategie aziendali.

L'incremento non si limita alla percezione, ma si traduce in azioni concrete. Il 44% delle aziende intervistate ha già avviato progetti basati sull'IA, segnando un aumento di 17 punti percentuali in appena un anno. A guidare questa ondata di innovazione sono le grandi imprese, quelle con oltre 5.000 dipendenti, il 72% delle quali è già attivamente impegnato in progetti di IA. Tuttavia, è importante notare che le strutture intermedie non sono da meno e stanno rapidamente seguendo l'esempio, dimostrando che la trasformazione è trasversale e non si limita solo ai giganti del mercato.

Dagli usi operativi alle funzioni strategiche

L'IA sta trovando applicazione in una varietà di contesti aziendali, evolvendo rapidamente dagli usi operativi a quelli più strategici. I casi d'uso più diffusi e consolidati includono:

Questi sono i pilastri su cui molte aziende stanno costruendo le proprie strategie IA, ma il potenziale dell'intelligenza artificiale si estende ben oltre. Stanno emergendo rapidamente funzioni a più alto valore aggiunto, che promettono di rivoluzionare i processi decisionali e l'interazione con i clienti, come l'aiuto alla decisione strategica, la personalizzazione profonda dell'esperienza cliente e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.

Parallelamente, l'uso individuale di strumenti basati sull'IA sta vivendo un'esplosione. Strumenti di facile accesso e potenti come ChatGPT, Gemini o Copilot sono ormai onnipresenti, con un impressionante 94% dei decisori intervistati che ne fa uso. Questa diffusione a livello individuale indica una familiarità crescente con la tecnologia, che ne facilita l'adozione e l'integrazione a livello aziendale.

Mezzi ancora insufficienti ma investimenti in crescita

Nonostante la forte dinamica di adozione, l'integrazione dell'IA nelle aziende è ancora frenata da risorse considerate insufficienti. Il 53% degli intervistati ritiene che i mezzi allocati all'IA non siano all'altezza delle sfide e delle opportunità. A ciò si aggiunge una percezione di impreparazione: il 43% dei decisori si dichiara ancora mal preparato ad affrontare questa profonda trasformazione.

Tuttavia, il quadro non è completamente negativo. La consapevolezza della necessità di investire è alta: un notevole 83% delle aziende prevede di aumentare i propri investimenti nell'IA entro i prossimi due anni. Ancora più significativo è il fatto che quasi la metà di queste intenzioni si concretizzerà già quest'anno, segnalando un impegno tangibile e immediato a superare le attuali lacune in termini di risorse e preparazione.

Un doppio fronte: tecnologia e fattore umano

L'integrazione efficace dell'IA si gioca su due fronti complementari e ugualmente cruciali. Da un lato, le aziende stanno investendo massicciamente in strumenti e infrastrutture tecnologiche, con il 58% dei rispondenti che indica questa come una priorità. Dall'altro lato, c'è un forte focus sul capitale umano: il 54% delle imprese si impegna a rafforzare le competenze interne attraverso programmi di formazione mirati o sessioni di coaching personalizzate. Questo approccio duale è fondamentale per garantire che la tecnologia sia non solo disponibile, ma anche utilizzata in modo efficace dal personale.

Inoltre, circa il 40% delle aziende ha scelto di avvalersi di esperti esterni o di stringere partenariati tecnologici strategici. Questa collaborazione con specialisti esterni o l'acquisizione di soluzioni innovative attraverso partnership mirate permette alle aziende di colmare rapidamente le lacune interne e di accedere a competenze avanzate senza doverle sviluppare da zero. Questa strategia articolata evidenzia la complessità della trasformazione in atto, che richiede una visione olistica che abbracci tanto l'hardware e il software quanto il know-how umano.

Verso una trasformazione dei modelli economici

L'impatto dell'IA si estende ben oltre la semplice ottimizzazione dei processi; sta per trasformare in profondità i modelli economici stessi delle aziende. Due terzi dei decisori ritengono che l'IA avrà un effetto radicale sulla loro struttura di business. In particolare, il 48% anticipa un impatto importante, mentre un significativo 19% si spinge fino ad prevedere una disruption totale del proprio modello economico. Questi numeri sottolineano la portata della rivoluzione in atto, che costringerà le aziende a ripensare le proprie fondamenture.

Questo cambio di paradigma non è una prospettiva lontana, ma una realtà imminente. Il 74% delle aziende si aspetta di vedere un cambiamento significativo entro i prossimi due anni, e un considerevole 17% dichiara che la trasformazione è già iniziata. Questo implica che le imprese devono agire con urgenza, adattandosi proattivamente per non rimanere indietro in un mercato in rapida evoluzione.

Produttività, innovazione e coinvolgimento umano

I principali benefici attesi dall'adozione dell'IA ruotano attorno a concetti chiave di efficienza e crescita. Il 69% delle aziende prevede un'ottimizzazione della produttività come beneficio primario, mentre il 56% punta all'ottimizzazione dei processi operativi. Ma l'IA non è vista solo come uno strumento per tagliare costi o migliorare l'efficienza; è anche un potente leva per l'innovazione. Il 40% delle imprese spera di poter creare nuovi prodotti o servizi grazie all'intelligenza artificiale, aprendo nuove opportunità di mercato e di differenziazione.

Per concretizzare queste promesse ambiziose, le aziende hanno identificato chiari leve strategiche:

"L'IA sta diventando una leva strategica in tutte le aziende, e non più solo un argomento tecnico. Questo barometro evidenzia una trasformazione che interessa i modelli economici, le organizzazioni e le competenze. E in questa mutazione, l'essere umano rimane più che mai al centro del gioco", ha concluso Laurent David, direttore generale di Les Echos Études, ribadendo l'importanza cruciale dell'elemento umano in un'era dominata dalla tecnologia.